Riace, il mistero dell’ispezione ministeriale. Chi l’ha sollecitata?

Secondo l'ex ministro Marco Minniti, dai microfoni di Radio Capital, sarebbe stata l'associazione nazionale dei Comuni (e il circuito Sprar) a richiederla. Ma in una lettera al prefetto è Lucano a richiedere l'invio dei “controllori” governativi. Domani e dopodomani delegazione della sinistra francese nella Locride per “abbracciare” il modello accoglienza

Lo ha detto chiaramente stamattina Marco Minniti dai microfoni di Radio Capital. Non è stato lui, il suo interregno governativo per intenderci al vertice del Viminale, a generare l’invio degli ispettori a Riace, a spulciare tra le carte del “modello”. O meglio, al ministero a imperare c’era lui e lo conferma, sua la fase dell’invio e sua la decisione “materiale”. Con una differenza non da poco, però, almeno secondo lui. Il tutto gli sarebbe stato sollecitato direttamente dall’Anci nazionale, l’associazione dei Comuni. I municipi che chiedono di andare a controllare un altro municipio in materia di accoglienza e di finanziamenti governativi. In realtà, andando più a fondo anche tecnicamente, Minniti potrebbe aver usato o forzato una semplificazione nel descrivere la filiera che ha poi generato l’invio degli ispettori. Nel senso che Anci, a quanto si apprende, non ha nessun potere né formale né sostanziale né indiretto di sollecitare alcuna ispezione in materia di controllo dei finanziamenti Sprar. Molto più verosimilmente le cose, seguendo il filo logico e istituzionale del percorso, potrebbero essere andate così. Lo Sprar, a circuito chiuso e interno, deve fare dei controlli periodici nei Comuni oggetto di finanziamento. Per quanto riguarda Riace se ne è occupata Enza Papa, ci riferiamo ovviamente al circuito interno. Una ispezione e una relazione che ha evidenziato delle anomalie suggerendo dei correttivi. Relazione poi inviata per conoscenza al ministero degli Interni, al sindaco Lucano e al servizio centrale Sprar che si avvale della piattaforma telematica Anci alla quale accedono solo i sindaci, i presidenti delle Province e i sindaci delle città metropolitane. Stop, fine del circuito istituzionale, a quanto è dato apprendere. Nel senso che Enza Papa o l’Anci di suo pugno non avrebbero inviato nessuna richiesta di ispezione ministeriale. E qui, semmai, si inserisce un colpo di scena di cui abbiamo già parlato qualche tempo fa. Letta la relazione di Enza Papa, e disconoscendola al punto da rimanerne stizzito, sarebbe stato proprio lui, Lucano, a rischiedere una ispezione istituzionale alla preffettura di Reggio. Della serie, non mi convince il lavoro di Enza Papa e venite voi, io non ho nulla da nascondere. Da qui il temibile ispettore Gullì a spulciare tra le carte e il successivo invio delle carte stesse alla procura da parte della prefettura. Anche questo, non un atto scontato dal momento che si trattava di una ispezione amministrativa e se profili di evidente rilevanza penale c’erano li poteva (o forse li doveva) rilevare la stessa Papa precedentemente. Ma tant’è. Il mistero, in tutta franchezza, resta intatto.

Intanto Esther Benbassa, senatrice ecologista di Parigi, e Antoinette Guhl, assessore EELV (Europe E’cologie Les Verts) del sindaco di Parigi, responsabile dell’economia sociale e solidale, hanno organizzato una trasferta in Italia per domani e dopodomani al fine di dare il loro sostegno proprio all’ex sindaco di Riace, Domenico Lucano. Saranno accompagnate da una delegazione delle diverse forze di sinistra, composta da Cle’mentine Autain, deputata France Insoumise della Seine-Saint-Denis, Jacques Boutault, sindaco EELV del II Municipio di Parigi, Benedicte Monville-De Cecco, consigliere regionale ecologista (France Insoumise) dell’Ile-de-France, così come Sophie Tille Polian, senatrice del movimento Ge’ne’ration.s del Val-de-Marne. «Lucano – si legge in una nota – è stato recentemente arrestato, poi posto agli arresti domiciliari, ora con il divieto di dimora a Riace. Egli è accusato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina da parte delle autorità italiane. Riace è diventato un luogo simbolo di accoglienza dei migranti, dopo essere stato rivitalizzato e rinvigorito tanto socialmente che economicamente, grazie all’arrivo di cittadini stranieri nel comune. Consentendo sin dal 1998 l’integrazione dei migranti per la loro permanenza ed il loro lavoro fianco a fianco dei cittadini italiani, Domenico Lucano ha sviluppato un progetto di integrazione posto agli antipodi delle posizioni xenofobe del Ministro degli Interni italiano, Matteo Salvini. Questa visita sarà un’occasione per tutta la delegazione di incontrare Lucano, nella mattinata dell’8 novembre, nel piccolo comune di Caulonia. È poi prevista una visita al comune di Riace. Nel contesto di un vera e propria crisi europea dell’accoglienza in materia di immigrazione, appare importante per la delegazione venire a dare il suo forte sostegno a Domenico Lucano e al comune di Riace».

 

 

I.T.