Il caso Lopresti porta tutta la giunta regionale in procura

Il dg indagato, sospeso e reintegrato. I magistrati dispongono una serie di interrogatori

Il caso Lopresti porta la giunta regionale in Procura. La Procura di Catanzaro ha convocato il presidente della Regione, Mario Oliverio e parte dei componenti della Gointa per una serie di interrogatori che si svolgeranno nei prossimi giorni.

Assessori, presidente e alcuni dirigenti regionali sarebbero indagati per il caso Lipresti, il dirigente 58enne sospeso dal servizio a febbraio scorso dopo essere rimasto coinvolto nell’inchiesta sul bando di gara per l’elisoccorso e di recente finito ai domiciliari dopo il presunto tentativo di tornare negli uffici della Cittadella.

Proprio su questo aspetto indagherebbe la Procura che sta cercando, sotto la guida dell’aggiunto Vincenzo Capomolla, di valutare la sussistenza di eventuali abusi, vagliando le posizioni dei componenti della giunta e dei dirigenti regionali.

Ad innescare il tutto è stata una richiesta di Salvatore Lopresti, il cui legale rappresentate ha chiesto la ricollocazione presso altro settore della giunta regionale. Richiesta invita alla giunta a giugno e approvata dall’esecutivo regionale a settembre.

Lorepsti è stato assegnato quale reggente al settore Sport e poliiche giovanili.

Una determinazione della giunta regionale che ha portato Lopresti in Regione. Sotto il profilo formale, ovvero in base a una interpretazione dell’articolo 289 del Codice di procedura penale la sospensione è “fatta slava ogni diversa e autorevole opinione ” e l’oggetto della sospensione va limitato all’ufficio nel cui esercizio sarebbe stato commesso il reato”.

Lopresti infatti prima di essere ripescato nel settore Sport e Politiche Giovanili era impiegato nel settore 12 “Reti emergenza urgenza e tempo dipendenti” del Dipartimento della Saluta,  qui si sarebbero svolti gli illeciti che lo hanno portato alla sospensione e agli arresti domiciliari.

Nei mesi successivi al suo arresto, il Tdl aveva revocato i domiciliari e gli aveva comminato l’interdizione dai pubblici uffici.

La questione dunque ora va vista tutta nell’interpretazione dell’articolo 289.