Decreto sicurezza, ecco cosa cambia per i nostri Sprar e Cas

Il 27 novembre la camera ha approvato il ddl 840/2018, il cosiddetto decreto sicurezza e immigrazione nella versione in cui era stato modificato e approvato dal senato il 7 novembre con 396 voti a favore. Sul testo il governo aveva messo la fiducia. In aula e in commissione non è stato discusso nessuno dei più di seicento emendamenti presentati dall’opposizione, e i pochi emendamenti presentati dal Movimento 5 stelle sono stati ritirati. Hanno votato a favore i deputati di Lega e Movimento 5 stelle, Forza Italia e Fratelli d’Italia, mentre hanno votato contro Partito democratico, Liberi e uguali e alcuni deputati cinquestelle.

Il 26 novembre il governo ha deciso di mettere la fiducia sulla norma per velocizzarne l’iter parlamentare e approvarla entro il 3 dicembre. Ecco cosa cambia e quali sono le criticità della riforma che modifica diverse norme su asilo, immigrazione, cittadinanza e sicurezza.

Ecco cosa cambia per i nostri Sprar e Cas. Negli Sprar rimaranno solo i minori stranieri non accompagnati e i rifugiati, mentre prima erano ospitati anche i richiedenti asilo e i titolari di protezione umanitaria che ultimamente erano i più numerosi. Queste ultime categorie saranno ospitati nei Cas che avranno una decurtazione di finanziamenti da 35 euro giornalieri a circa 18-20 euro tutto a discapito della politica di integrazione,perché non  saranno piu finanziati i corsi e i tirocini professionali e saranno abolite le borse lavoro. Inoltre gli enti gestori dovranno limitare le figure professionali tipo gli assistenti sociali, i mediatori per cui gli ospiti andranno in commissione senza gli adeguati strumenti e le notizie per farsi riconoscere la protezione e quindi il diritto d’asilo. La casistica precedente era la seguente: negli sprar circa il 50% riusciva ad avere il riconoscimento della protezione, nei Cas la percentuale scendeva al 20%. Per cui aumenteranno notevolmente le persone irregolari in attesa di espulsioni che non potranno essere eseguite perché costose ed in assenza di trattati con i paesi d origine.