Cresce il vantaggio di Zingaretti su Minniti. Orlando: segretario chi arriva primo nei gazebo

Dopo “Emg Acqua” stavolta tocca a “Izi” fotografare la corsa congressuale nazionale del Pd in un sondaggio delle ultimissime ore. Per il presidente del Lazio il 38% dei consensi contro il 24% dell'ex ministro degli Interni. La proposta «di buon senso» dell'ex ministro di Giustizia

Qualche giorno fa ha iniziato la sigla “Emg Acqua” a sondare gli umori degli elettori a proposito della corsa congressuale nazionale del Pd. In particolare pesando sul campo le reali intenzioni di voto nei confronti di Nicola Zingaretti, Marco Minniti e Maurizio Martina prima di consegnarli al contenitore “Agorà” sulle reti tv nazionali di Stato. Decisamente in testa in quel sondaggio le intenzioni di voto a favore di Zingaretti, il presidente della Regione Lazio. Per lui il 38% dei consensi potenziali contro il 28% di Marco Minniti, ex ministro degli Interni e il 15% dell’ex segretario nazionale Maurizio Martina. A distanza di una settimana e con il vantaggio “dell’umore” registrato nelle ultime ore ecco un altro sondaggio, questa volta confezionato dalla società “Izi” e con al centro del quesito sempre la corsa congressuale nazionale del Pd. Stessa griglia, posizioni confernate, ma distacco aumentato per Nicola Zingaretti che resta al 38% delle intenzioni di voto contro il 24% però dell’ex ministro degli Interni Marco Minniti. Aumentando così il potenziale distacco dai 10 ai 14 punti percentuali. In leggera crescita anche Maurizio Martina, il segretario uscente, che dal 15% prefigurato da “Emg Acqua” passa al 17,9% della società “Izi”, il sondaggio più recente. E proprio a Maurizio Martina è dedicata la stoccata più “velenosa” delle ultime ore ed arriva dall’ex ministro Andrea Orlando, sostenitore della mozione Zingaretti sia pure a conclusione di un percorso politico della sua corrente di riferimento. «Un disco rotto Martina – sostiene Orlando -. Dice di voler passare dall’io al noi? -commentando il possibile “aggancio” con Minniti in assemblea -. L’avevamo già sentita, era alla base del ticket Martina-Renzi e non mi pare si sia realizzata la cosa». Orlando poi torna proprio sul regolamento congressuale del Pd e sull’utilizzo del voto in assemblea se nessun candidato dovesse raggiungere il 50% più un voto dietro i gazebo. Lanciando una proposta. «Già da oggi si potrebbe dire che chi vince nei gazebo vince anche in assemblea. Le regole di buon senso ci dicono che chi arriva primo è il segretario, al di là del 50%, ma penso che alla fine sarà così. Che poi coincide sia con l’ausipcio di Zingaretti («anche se non fossi io l’importante è che il segretario venga eletto direttamente dalle persone ai gazebo») sia con il monito stesso di Minniti ospite nei giorni scorsi degli studi di Lucia Annunziata («chiunque ma spero che vinca nei gazebo, sarebbe una sconfitta per tutti ricorrere all’assemblea»).

Intanto va avanti e nemmeno lentamente il posizionamento dei big di Calabria. Con l’ultimo fine settimana che ha visto artiglieria pesante schierarsi proprio con Nicola Zingaretti. Adesioni di peso dal consiglio regionale (Guccione e Bevacqua). E “smarcamenti istituzionali” di rilievo come quello di Mario Oliverio nei confronti di Marco Minniti. Presente, il governatore, alla “prima” del libro dell’ex ministro a Cosenza. E mai come quella sarebbe stata occasione ideale per lanciare segnali di adesione alla sua corsa congressuale. Puntualmente stuzzicato sul punto, invece, Oliverio ha ribadito che si trovava lì “solo” per il libro e quando gli è toccato prendere il microfono ha finito per elogiare il modello di accoglienza di Mimmo Lucano e della sua Riace. Non priprio uno spot per l’ex ministro degli Interni…

I.T.