Un “sistema Lucano” anche a Cosenza

Matrimoni combinati per ottenere permessi di soggiorno, indagine della procura di Cosenza

Dalle prime ore di questa mattina, i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Cosenza stanno eseguendo un provvedimento cautelare, emesso dalla locale Procura di Cosenza, nei confronti di tre persone con perquisizioni domiciliari per altre sei, tutte indagate per favoreggiamento della permanenza illegale di stranieri nel territorio italiano.

L’operazione, inizialmente condotta nei confronti di cittadini marocchini sospettati di essere coinvolti in attivita’ terroristiche, ha documentato l’esistenza di un gruppo criminale composto da italiani e marocchini che, dietro compensi compresi tra i 4.000 ed i 7.000 euro, organizzava matrimoni fittizi tra cittadini extracomunitari e italiane,al fine di far ottenere il permesso di soggiorno provvisorio e il rilascio della relativa documentazione amministrativa.

In particolare, a seguito di dichiarazioni testimoniali di un cittadino marocchino riguardo un presunto affiliato allo stato islamico, il quale gli aveva confidato propositi di attentati terroristici da eseguire in Europa e in alcune cittadine del Marocco, veniva identificato uno straniero presunto militante dello stato islamico, cittadino marocchino domiciliato in Cosenza, che , dopo pochi giorni lasciava l’Italia per recarsi in Marocco dopo aver soggiornato brevemente in altri stati europei.

Il marocchino ed un altro fratello pure domiciliato in Cosenza, avevano contratto matrimonio in Cosenza con donne italiane: l’indagine, successivamente trasferitasi a Cosenza dimostrava che gli stessi si erano avvalsi dei servizi illeciti forniti da un’organizzazione criminale italo-marocchina radicata in Cosenza, la quale offriva la possibilità di contrarre matrimoni fittizi con donne italiane. tanto al fine di ottenere i documenti necessari per legittimare la propria presenza in Italia e quindi per spostarsi con facilità nelle nazioni del c.d. “territorio Schengen”.

I matrimoni fittizi individuati sono stati 7, consumati tra luglio 2015 e giugno 2018 tra cittadini italiani ed uomini/donne di nazionalità marocchina illegalmente soggiornanti sul territorio italiano. ogni matrimonio ha fruttato una somma di denaro compresa tra 4.500 e 7.000 euro a matrimonio.

Nel corso dell’inchiesta, si e’ accertato che l’organizzazione stava operando anche al nord Italia per individuare cooperative di lavoro disponibili a stipulare falsi rapporti di assunzione di extracomunitari al fine di creare false posizioni previdenziali e contributive.

 

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si terra’, alle 10.30, presso gli uffici della Procura di Cosenza.