Metroleggera di Cosenza, è allarme per i conti della Cmc Ravenna

In grave crisi finanziaria la coop che è il quarto colosso nazionale nel settore delle costruzioni e che si è aggiudicato l'appalto della metrotranvia per 160 milioni di euro. I debiti crescono e i crediti non si incassano

La coop sei tu, recitava uno spot pubblicitario che non è mai passato di moda. E che non tramonta mai perché essere coop non è una cosa da niente. Anche quando si soffre. Anzi, soprattutto quando si soffre come nel caso della coop regina del Paese, la Cmc Ravenna che è la più generosa in termini di fatturato tra le cooperative italiane e che è il quarto colosso assoluto in materia di costruzioni. Se la passa male di questi tempi la Cmc di Ravenna, decisamente male in termini finanziari. Il debito complessivo è stato rettificato in peggio mentre è incancrenita la posizione dei crediti che non si riesce a incassare. Di questo passo non si va molto avanti ed è per questo che l’intero mondo delle cooperative italiane si sta sttringendo proprio attorno alla Cmc. Troppo grossa per affondare. Ma anche troppo indebitata per andare avanti così anche se le commesse non mancano come quella, arcinota, proprio della metroleggera di Cosenza, quella tanto discussa per farla breve. Per Cmc Ravenna, come si ricoderà, appalto vinto per 160 milioni di euro che di questi tempi possono rappresentare una bella boccata d’ossigeno per il colosso in difficoltà finanziaria. Ma c’è preoccupazione negli ambienti dell’alta finanza anche perché gli appalti bisogna portarli a termine e fatti salvi gli stati d’avanzamento è poi in gran parte in conto anticipo che si opera. Non farà difetto la procedura che riguarda la metroleggera di Cosenza anche se il “boccone” dell’appalto fa davvero gola di questi tempi dalle parti di Ravenna. Ma la tensione, come si diceva, resta. È lo stesso gruppo ravennate che comunica di non poter incassare 108 milioni di pagamenti che invece si davano già in cassa così da passare dai 670 milioni agli 825 in termini di esposizioni bancarie. Che non a caso, preoccupate, iniziano a bussare alla porta provocando, di riflesso, “l’abbraccio” dell’intero sistema cooperativo che con Legacoop in testa ha deciso la “messa in sicurezza” del gruppo attraverso aiuti concreti da parte di consorelle. Si lavora a un piano di salvataggio complessivo con la banche che però, a loro volta, chiedono che si incassino le commesse incancrenite come una di 108 milioni che Cmc non riesce a incamerare. E poi il monito, Cmc non può più anticipare niente a nessuno, sostanzialmente.

Da qui l’apprensione generale anche per quanto riguarda l’appalto di Cosenza e della metro. I 160 milioni fanno gola alla Cmc. Possono persino salvarla. Ma occorre incassarli e non esporsi troppo con le banche il che non è per niente semplice.

Intanto, sempre a proposito di metroleggera di Cosenza, il meetup Cosenza e chiede «all’amministrazione comunale la riapertura del Viale Mancini e la rimozione dell’inutile cantiere». E questa richiesta, reiterata per la verità, dopo la decisione con «cui il Tar della Calabria si è  pronunciato sulla sospensiva richiesta da Milena Gabriele Srl nei confronti del provvedimento del comune di Cosenza e della Regione Calabria,  contro la cantierizzazione di Viale Mancini». In particolare, ricorda il meetup di Cosenza, il ricorso dell’esercente Milena Gabriele mira a ottenere l’annulamento «del provvedimento – dagli estremi sconosciuti – con il quale è  stata disposta la chiusura al traffico del viale parco e si è  dato avvio ai lavori; della deliberazione della giunta comunale del Comune di Cosenza avente ad oggetto l’approvazione del progetto esecutivo del Parco Urbano ed approvazione del posizionamento del tracciato della tramvia nella città di Cosenza; dell’accordo di programma sottoscritto in data 12 giugno 2017 tra Regione Calabria, Provincia di Cosenza, Comune di Cosenza, Comune di Rende e della successiva deliberazione della giunta regionale  e del decreto di approvazione dell’Accordo di programma per la realizzazione di un sistema di mobilità sostenibile attraverso opere strategiche e il collegamento metropolitano tra Cosenza, Rende ed Unical». In pratica, come si dice nelle forme dialettali del posto, “trasiannu trasiannu”. Il ricorso della proprietaria della stazione di rifornimento di benzina intanto chiede che vengano interrotti i lavori su viale Mancini. E poi, visto che ci siamo, il blocco dei lavori del Parco urbano e perché no, dulcis in fundo, dell’intera deliberazione di Regione e Comuni che ha dato il via libera all’intera cantierizzazione della metro. Per ora il Tar ha gettato la palla in calcio d’angolo e il meetup chiede i calci di rigore. E il congelamento dell’intera “partita”…

 

 

I.T.