Il “verde” di Cosenza sale di quota

Sorpresa nella graduatoria nazionale delle città in "pace" con l'ecosistema urbano. Il capoluogo bruzio sale al quinto posto

Cosenza

Pubblicata la graduatoria annuale e delle città più verdi d’Italia.  La 25ª edizione di Ecosistema urbano è una indagine che si basa su 17 parametri (alle voci aria, acqua, rifiuti, trasporti, ambiente, energia) e prevede alcuni bonus per le gestioni virtuose in diversi ambiti. I risultati dello studio sono stati diffusi stamattina dal Sole 24 Ore .
Il primo posto, per il secondo anno consecutivo, l’ha guadagnato la città di Mantova. Novità assoluta, la città di Cosenza che scala la classifica nazionale e si posiziona al quinto posto. Ma entriamo nel dettaglio.

A fronte di un ipotetico punteggio di 100 che spetterebbe a un capoluogo in grado di rispettare tutti i limiti di legge e di garantire una buona qualità ambientale per ognuno degli indicatori considerati, Mantova raggiunge quota 78,14. Alle sue spalle ci sono ancora Bolzano, che rimane terza, e Parma e Trento che si scambiano le posizioni: ora il centro emiliano è secondo lasciando a Trento la quarta piazza.

La sorpresa è Cosenza, che sale a a 71,42 e scala otto posizioni, arrivando quinta grazie in particolare all’aumento delle isole pedonali. Nella Top ten altre conferme – quelle di Pordenone, Belluno, Treviso e Macerata – mentre in decima posizione Bologna rimpiazza Oristano, scesa al 13° posto.
In coda rimane una maggioranza di realtà meridionali e la Sicilia è di gran lunga la regione più in sofferenza.

Tra i singoli esempi positivi che si possono citare ci sono la supremazia di Milano nel car-sharing (più di 3mila auto in funzione), le isole pedonali quintuplicate a Cosenza (da 0,20 a 1,05 metri quadrati per abitante), il 30% di spostamenti urbani in bicicletta a Bolzano, il teleriscaldamento che a Udine viene “applicato” in tre istituti superiori per un totale di 6mila studenti e il record di 108 alberi ogni 100 abitanti stabilito da Modena.

Catanzaro

Molto distanziate le altre province Calabresi. Poco prima di metà classifica c’è Catanzaro che si piazza al 42esimo posto. A premiare la città capoluogo la gestione dei rifiuti urbani: poca produzione e buona raccolta. A Catanzaro sono anche bassi i livelli di ozono e polveri sottili. Bollino rosso per quanto riguarda la presa di isole pedonali, i consumi idrici e la capacità di depurazione delle acque.

Reggio Calabria

Reggio Calabria si piazza al 74esimo posto. Dato influenzato dall’elevato consumo idrico, cosa che dovrebbe essere già diversa il prossimo anno con la recente apertura della diga del menta.
Positivi invece il basso livello di ozono e polveri sottili nell’area. Poche purtroppo le isole pedonali e le piste cicilabili.

Crotone

Quasi il fondo della classifica per Crotone (92°) dove si registra una insufficiente offerta nel settore del trasporto pubblico. Male la raccolta differenziata nonostante un apprezzabile produzione dei rifiuti. Dato più alto, rispetto le altre province calabresi anche quello relativo alla produzione di polveri sottili. Crotone è penalizzata anche per le perdite di rete e la capacità di depurazione delle acque ma stranamente è prima in Italia per i livelli di consumi idrici registrati.

Vibo Valentia

Ultima delle città calabresi è Vibo Valentia che si piazza al 96° posto su 104.
Negatività registrate in tutte e cinque le macroaree. Ultima in Italia per Isole pedonali, piste ciclabili, energie rinnovabili, presenza di verde pubblico. Malissimo la raccolta differenziata e le perdite di rete così come il servizio di trasposto pubblico offerto ai cittadini.