«Con questi decreti bocciati Scura ha dimostrato tutta la sua inadeguatezza»

La Cgil regionale attacca a testa bassa la gestione commissariale. 《Regna la confusione e anche il Tar ha certificato che non c'è il giusto confine tra sanità pubblica e privata》

Angelo Sposato, segretario generale Cgil Calabria

“E’ arrivato il momento di una gestione ordinaria della sanità, che tenga conto delle reali esigenze e bisogni dei cittadini calabresi in materia di salute1. Lo affermano, in una nota, le segreterie regionali della Cgil Calabria e della Funzione pubblica Cgil.

“La bocciatura del Tar Calabria (tar sentenza) dei decreti commissariali di Scura (numeri 72 e 87), che – ricordano Cgil Calabria e Fp Cgil – fissavano i tetti di spesa per le strutture specialistiche private accreditate e che effettuavano un taglio alle prestazioni erogabili dimostrano, nelle motivazioni fornite dal Tribunale, quanto la gestione commissariale abbia trascinato tutto il settore in una inadeguatezza e confusione spropositate e assolutamente non più  tollerabile per la nostra Regione. In assenza di una programmazione condivisa tra i vari attori istituzionali, continuera’ a essere complicato stabilire cosa deve rappresentare la sanita’ pubblica nella nostra Regione e quale dovra’ essere l’ equilibrio tra questa e la sanita’ privata, in modo da ristabilire il corretto peso tra due segmenti che dovrebbero puntare alla complementarieta’ e non alla progressiva sostituzione del sistema pubblico. Le nostre perplessita’ e preoccupazioni vengono percio’ confermate e, nell’attesa comunque di leggere il dispositivo del Tar, ci interroghiamo – proseguono le sigle sindacali – su chi paghera’ gli ulteriori danni economici che deriveranno da tale decisione a seguito dei ricorsi presentati dalle strutture in questione a causa di una valutazione assunta in solitudine dall’attuale commissario alla Salute”.

Cgil Calabria e Fp Cgil rilevano che “la straordinarieta’ del momento, che potrebbe configurare lo spoil system nei confronti dello stesso Scura, necessita di una revisione delle norme che stanno costringendo la Calabria ad un commissariamento infinito. La Cgil chiede al Consiglio dei ministri di assumere, come azione prioritaria e straordinaria, una riforma delle regole che presiedono al principio di sussidiarieta’ con riferimento specifico al debito sanitario calabrese. Riteniamo che sia arrivato il momento, per la Calabria, di una gestione ordinaria della sanita’, che tenga conto delle reali esigenze e bisogni dei cittadini calabresi in materia di salute. Che quindi venga restituito al Consiglio regionale della Calabria la sua prerogativa sulla programmazione sanitaria e la capacita’ decisionale, per come previsto dalla Costituzione”.

“La Calabria – spiegano le segreterie regionali di Cgil e Fp Cgil – ha bisogno di normalita’. Questo Governo se ne assuma la responsabilita’ per consentirle di ritornare ad essere una delle 20 regioni italiane e non una succursale del ministero della Sanita’”. In conclusione, Cgil e Fp Cgil Calabria rinnovano “la richiesta al presidente del Consiglio regionale , Nicola Irto, di voler convocare una sessione straordinaria aperta alle forze sociali sui temi della salute in Calabria” e confermano di “aver proceduto all’invio alle Procure distrettuali Antimafia di Catanzaro e Reggio, nonche’ alle Prefetture delle cinque province, quanto dichiarato dal commissario Scura in ordine alle infiltrazioni criminali per un’indagine a tutto campo sul sistema sanitario calabrese”.

 

 

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