«Accetto la sfida. Per non tornare indietro e per amore della Calabria»

Mario Oliverio ascolta quasi commosso l’incoraggiamento e l’invito che gli arriva dai sindaci (almeno 200) nel corso dell’assemblea a Lamezia. E scioglie ogni riserva in vista di una sua ricandidatura alla presidenza della Regione. «Andiamo oltre le magliette di partito e andiamo oltre la vulgata populista e demagogica. Portiamo la Calabria nel futuro»

Un’altra corsa. Un’altra avventura. Un’altra scommessa e lui per primo sa che è molto più difficile della prima (e forse per questo più importante).

Di sicuro, a sentire i sindaci in assemblea a Lamezia (almeno 200), una corsa necessaria. E Mario Oliverio non se lo fa ripetere due volte, la “musica” l’ha capita. Si rigetterà in pista al termine di questa legislatura regionale.

Si ricandiderà per altri cinque anni di governo. Questo gli chiedono le fasce tricolori a Lamezia con una standing ovation persino d’altri tempi, tanto riesce a sfiorare la versione tardoromantica di una politica “dal basso” che nel giro di qualche settimana ha spiazzato il tavolo della politica regionale. Un legame stretto e funzionale tra sindaci e governatore che non solo è apparso inedito ma che ha finito per accantonare divisioni e retaggi fin qui non comunicanti. E non a caso il prologo della serata ha detto quasi tutto.

Con Peppe Falcomatà (fino a non molto tempo fa in frizione proprio con Oliverio) a presiedere i lavori non prima d’aver lanciato lo start, la sua iniziale investitura dalla città metropolitana dello Stretto.  

«Credo che oggi – ha sostenuto Falcomatà – sia un grande momento di partecipazione dal basso che conferma quello che sta avvenendo da anni, un ritorno al protagonismo delle città e dei sindaci, che sono i principali interlocutori del territorio. È importante che questo protagonismo civico si assuma la responsabilità di una discussione su quello che dovrà continuare a essere la Regione Calabria anche nella prossima legislatura. In questo senso – ha spiegato il sindaco di Reggio Calabria – i progetti messi in campo, il dialogo e l’interlocuzione che si è avuta con il presidente Oliverio e la sua giunta meritano di essere portati avanti affinchè si possa portare avanti una programmazione iniziata nel 2014 e che sta avendo i primi frutti in temi come ambiente, turismo, mobilità, sanità, programmazione che dovrà continuare anche nella prossima legislatura». Niente male come inizio per Oliverio che poi ha incassato l’abbraccio del sindaco di Crotone, che lui non ha sostenuto in campagna elettorale e che ora è lì a testimoniare la fattiva e funzionale collaborazione istituzionale. «Ho il piacere di partecipare a questa iniziativa perché – ha detto Ugo Pugliese – mi dà l’opportunità di sottolineare cosa è stato Mario Oliverio per l’amministrazione comunale di Crotone in questi ultimi due anni. Ricordo che il presidente Oliverio in campagna elettorale ha sostenuto la mia competitor, quindi in questo senso c’è adesso un ritrovarsi istituzionale che ci ha portato a risultati che hanno innegabilmente dato frutti per Crotone, e oggi testimonio un gioco di squadra fatto per Crotone. Ancora – ha concluso Pugliese – c’è da fare tanto da fare, in questi ultimi mesi di legislatura a guida Oliverio, vedremo dove e se arriverà questo percorso, ma oggi è l’inizio di una discussione». In platea i presidenti delle Province di Cosenza e Catanzaro (Iacucci e Bruno) e la deputata del Pd Enza Bruno Bossio e un microfono che non è bastato per tutti gli interventi. Hanno parlato i sindaci di Soverato, San Marco Argentano, Crotone, Nardodipace, Paterno, Cittanova, Praia a Mare, Castrovillari, Mendicino. Ma almeno altri 15 hanno rinunciato ad intervenire per consentire l’intervento di Mario Oliverio. Che prima dei lavori, quasi a voler tenere sulle spine i cronisti, ha lasciato intendere che solo al termine della serata (forse) avrebbe sciolto le riserve. Se è frutto di tecnica comunicativa, magari anche nuova, ha funzionato non c’è che dire. Ma è chiaro che tutto poteva Oliverio tranne che resistere a un progetto che sa tanto di profonda riforma amministrativa. Con tanto di tecniche che non t’aspetti a cominciare, perché no, proprio dalla riunione di stasera. Via le magliette di partito, tutte. E chi ci sta ci sta. Conta il governo delle comunità (i sindaci) e l’interlocuzione con chi sta al di sopra (la Regione e il governatore). «Questa adunata è per me motivo di incoraggiamento, enorme – ha tra l’altro detto Oliverio -. Ed è questo un grande motivo di soddisfazione». E con solennità “sudata” assume l’impegno di provare a continuare questo lavoro «con la consapevolezza di proiettare la Calabria verso il futuro». E poi l’affondo che fa più sentimental, a decibel alti ovviamente. «Dobbiamo andare oltre la vulgata populista e demagogica, abbiamo bisogno di andare oltre le magliette di partito e sancire una forte unità sul nome della Calabria. Prima di tutto la Calabria. E per amore verso la Calabria e per non tornare indietro, accetto la sfida… ».

                                                                                                                      I.T.