Rende, le mani (anche) sul tennis

Lo storico club che ha fatto "scuola" in Calabria, assieme al Polimeni di Reggio, messo alla porta. Non bastano trofei e volti storici, a settembre scade la concessione e iniziano gli "affari"...

Il tennis club Rende non è una griffe qualsiasi. È un marchio storico. Racchette e palline qui sono diventate importanti anche su scala nazionale, tra trofei e ricordi indelebili. Per non dire del movimento tennis a livello provinciale, è questa la sede “fiscale”. A fine settembre scade la concessione comunale ma qui non siamo a Reggio dove il circolo storico Polimeni non si tocca, per meriti acquisiti sul campo. Siamo a Rende, terra di conquista e di battaglia ma soprattutto di euro. Tanti euro. Ben prima della scadenza della concessione il Comune mette a bando una ristrutturazione complessiva in “finanza di progetto“, quella che tecnicamente si chiama così per dire tutto e il suo contrario. Il club che ha fatto tennis fin qui ha chiesto e non da oggi il rinnovo, con un progetto di ampliamento”.

Sullo sfondo ci sono i quattrini della Regione, milioni di euro che Oliverio ha predisposto per lo sport. Ma il Comune di allungare la concessione non ne vuol sapere, i lavori di ampliamento e ammodernamento vuol metterli a bando costringendo le malelingue a ipotizzare che ci sia qualche altro “appetito” pronto a scendere in campo, magari non rendese e non per forza con il tennis nello storico.

C’è chi in consiglio ha provato ad opporsi come il consigliere di minoranza, capogruppo di “Rende cambia Rende” Massimiliano de Rose: “Di questa importante struttura bisogna discuterne approfonditamente, perché occorre evitare di assecondare desideri che non sono in linea con le norme, e conseguenti incidenti amministrati e perdite di soldi e di tempo”