E ora il “cartone” chi lo paga?

In meno di 48 ore la “bufala” delle ingessature mancate e del materiale “alternativo” usato all'ospedale di Reggio fa il giro dei media nazionali. Con qualcuno che “pontifica” più degli altri. Colate di merda sull'immagine già stuprata della sanità di Calabria. E ora con un colpo di spugna paga come al solito Pantalone?

Uno che si è portato il cartone da casa o dal luogo di incidente, tale C.A. Che dichiara al primario di Ortopedia dell’ospedale di Reggio e ai carabinieri del Nas che è stato medicato così sul posto, «giunto al triage alle 9.32 del 28/07 già immobilizzato sul luogo dell’incidente con “cartone”, come dichiarato dallo stesso paziente al direttore della Uoc Ortopedia alla presenza dei suoi collaboratori». E un altro o altra, «in corso di accertamento», tale O.G. «pervenuta il 30/07 alle 7.11 che viene soccorsa sul luogo dell’incidente dal 118, dove viene applicato un tutore con anima di metallo (non radiotrasparente). Giunta al P.S. alle 7.11 veniva visitata alle 7.16 in codice verde. Considerata la necessità di sottoporre ad indagini radiografiche la paziente, si inviava la stessa in radiologia con immobilizzazione provvisoria di “cartone” e radiotrasparente. Successivamente alle radiografie effettuava consulenza ortopedica nell’ambito della quale veniva rimossa l’immobilizzazione di “cartone” e veniva applicata valva gessata». Parole e firma della dirigenza dell’ospedale in seguito ad una richiesta di verifica immediata.

Quindi riepiloghiamo. Uno si è portato il cartone da casa, per non perdere evidentemente la posizione dell’arto in presenza di frattura. E l’altro o l’altra, in corso di accertamento peraltro, che nel transitare tra un reparto e l’altro prima della gessatura si porta appresso l’applicazione di un radiotrasparente e una immobilizzazione provvisoria in cartone. Poteva farsela mettere in plastica, magari qualcosa di meno suggestivo. Due foto, che non mancano mai anche quando uno sta bestemmiando i santi dal dolore. E la mozzarella di “bufala” è pronta e persino avvelenata per le sorti progressive del dg Frank Benedetto. Che in meno di 48 ore porta la croce addosso e incassa tutta la merda che c’è in circolazione. La “bufala” industrialmente e politicamente confezionata fa il giro prima dei social, poi del web, poi inevitabilmente della carta stampata nazionale e delle tv cosiddette “generaliste”, che non vedono l’ora di pescare spazzatura in giro così da riempire di improbabili contenuti contenitori estivi altrimenti fuori controllo. E poi, perché negarlo, la Calabria “saudita” fa cassetta specie poi in materia di sanità. C’è un “pontefice” che pontifica su Sky Tg 24, viene da qui ma nessuno è autorizzato a pensare che abbia un qualche interesse tra le cose di sanità di Calabria, nonostante i suoi trascorsi e nonostante l’indiretto presente. C’è un pezzo di trasmissione su La 7. Un altro persino su uno dei canali Rai, hai visto mai. Il Corsera ovviamente, non manca mai. Finché la “mozzarella” preparata non viene del tutto “degustata” ma è tardi ormai. La merda in faccia l’ospedale di Reggio, la sanità di Calabria, la Calabria e i calabresi lo hanno preso in pieno. E ora? A “mozzarella” disvelata che succede? Chi paga? Non c’è stata pietà con le siringhe che a Locri sono costate dieci o cento volte più che a Milano. Non ce n’è e non potrebbe esserci con le morti sconcertanti tra le corsie conterranee, che ci sono e sono anche tante. Pietà per i medici di frontiera sempre bene accolta ma nessuna pietà, ci si augura, per le strutture che coricano in barelle irachene i pazienti in attesa di far liberare un posto per morire. E, una volta tanto, ci si augura nessuna pietà nemmeno per chi sparge bufale e merda sulla già frantumata e stuprata immagine di Calabria con il camice bianco. E che bufala sia una volta tanto. Di nome e cognome. E di progetto, industriale per un verso e politico dall’altro con dietro il forte sospetto che gettare altro fango in corsia potesse portare ad altre strade e altri “pontefici” in breve tempo. Toccherà ora a Benedetto, a Scura, a Oliverio, al primario di Ortopedia all’ospedale di Reggio farsi due conti e tirare le somme. E toccherà a loro decidere se c’è un prezzo da pagare per questo “cartone” dopo tanta merda. Se mai ci sarà, e a prezzi scontati pure, abbiamo idea che non dovrebbe essere con pochi zeri…

 

 

I.T.