Alluvione di Rossano, coinvolti anche Oliverio e Occhiuto

Nell'inchiesta per presunto disastro ambientale della procura di Castrovillari diventa centrale e diretto il ruolo delle amministrazioni provinciali dal 2009 ai giorni nostri. Concessioni sospette fino all'ultimo

 Fintanto che la tagliola della prescrizione lo ha consentito. A ritroso perché la terra sa dare i propri frutti e soprattutto sa lasciare le sue tracce. Ed Eugenio Facciolla lungo i bordi dei fiumi e dei torrenti queste tracce le ha messe tutte dentro il corposo fascicolo. Centinaia di indagati e terreni sequestrati ma un unico filo conduttore e comune denominatore. L’abusivismo, le concessioni elargite per non scomodare “l’elettorato”, non infastidirlo, non farlo girare dall’altra parte.

Un unico e seriale film lungo gli argini che poi in un giorno d’agosto del 2015 hanno devastato Rossano. Ma il percorso dell’abusivismo e il perimetro delle concessioni è dilatato nello spazio e nella forma. E viaggia su chilometri quadrati e viaggia soprattutto negli anni, come una macchina del tempo. Dal 2009 ai giorni nostri, questo il recinto temporale entro il quale la procura ha indagato su concessioni e abusivismo. Con ruolo centrale recitato dall’amministrazione provinciale di Cosenza che nel frattempo ha cambiato almeno tre “padroni” (se escludiamo un quarto che non s’è mai capito se si è insediato per davvero). Ruolo centrale la Provincia come prima istanza delle richieste dei Comuni e da qui alla Regione. Nevralgico quindi il ruolo dell’amministrazione di Palazzo XV Marzo in questa inchiesta che registra alcune concessioni edilizie fornite su terreni F4 ad altissima pericolosità fino ai giorni nostri. Per tutti lo spettro del disastro ambientale, la presunta concessione di permessi edilizi su terreni ad alto rischio con il tutto “condito” dal ritorno elettorale della faccenda. La ricevuta. Dal 2009 ai giorni nostri, dicevamo, ente che ora è nelle mani di Franco Iacucci dopo essere passato da Mario Oliverio a Mario Occhiuto. Per tecnica delle movenze investigative, per la particolarità e specificità della materia e per alcuni passaggi che difficilmente si sarebbero concretizzati senza una “conoscenza” da parte delle stanze che contano è ampiamente ipotizzabile un coinvolgimento (sia pure talvolta d’ufficio) dei vertici delle rispettive amministrazioni. Assessori e non solo, quindi.

I.T.