Ora sì che Giacomino Brancati può andar bene. È lui il gran favorito per la poltrona della Sanità

L’attuale dg dell’Asp di Reggio concorre per il dopo Fatarella al vertice del dipartimento regionale Salute. Zito si chiama fuori, lo sfida per il bando un veterinario del Vibonese. Le cronache lo ricordano per l’indagine della procura di Locri per interruzione di pubblico servizio e per la “non idoneità” nella graduatoria tra gli interni proprio per la poltrona che insegue oggi. Sua anche la denuncia contro l’Asp di Reggio che metteva a stipendio alcuni mafiosi

Giacomino Brancati

Più o meno un anno fa Mario Oliverio lo ha trasformato da commissario dell’Asp di Reggio a direttore generale dell’azienda che fino all’altro ieri aveva i bilanci scritti sulla sabbia. Empirici, diciamo. E lui, Giacomino Brancati, non se l’è fatto ripetere due volte. Una “piccola” puntata nella graduatoria degli interni del dipartimento Salute per provare a rimpiazzare subito Fatarella (ritenuto però non idoneo) e poi a testa bassa nel rimettere in ordine l’Asp più fuori controllo d’Italia. E così tra alti (sua è la denuncia alla Dda proprio contro l’Asp che aveva a libro paga alcuni mafiosi condannati, tra cui Marcianò alias Celentano) e bassi (pienamente coinvolto insieme ad altri sei in un’inchiesta della procura di Locri per interruzione di pubblico servizio nei confronti dei pazienti) oggi Giacomino Brancati ci riprova. Riscalda i motori e questa volta sì, che può andar bene e al diavolo la vecchia “non idoneità”. Il tempo aggiusta tutto (o quasi).

È lui infatti il gran favorito per la poltrona di direttore generale del dipartimento Salute della Regione Calabria, il dopo Fatarella “certificato” se così possiamo dire. È scaduto nelle ultime ore il termine per la presentazione delle domande e la gran sorpresa è un’altra, Brancati a parte. Zito si è chiamato fuori. Il super manager che sembrava dover avere strada spianata ancorché reggente ha preferito lasciar perdere. E lasciare strada e campo libero ad altri concorrenti che poi stringi stringi due sono. Uno è appunto Giacomino Brancati, attuale dg dell’Asp di Reggio. E l’altro un poco probabile e ancor meno concorrenziale veterinario del Vibonese. Ergo, se tutto va come deve andare e se non subentrano colpi di scena che in materia di sanità sono sempre dietro l’angolo, abbiamo già capito come andrà a finire.

Certo di tutto si potrà dire tranne che questa, quella della poltrona della salute, è mai gara banale dalle nostre parti. E quando tutto sembrava portare dalle parti di Zito ecco che si rivede la scalata di Brancati. L’avviso di conclusioni indagini a suo carico da parte della procura di Locri risale alla parte finale dell’anno scorso. L’indagine (che ne coinvolge 7) si concentra mediaticamente però soprattutto proprio sul dg Brancati e sul direttore dell’area ospedaliera Calabrò. Avrebbero interrotto «ripetutamente» l’attività del reparto di Ortopedia di Locri, causato sei blocchi dei ricoveri e contribuito alla «graduale riduzione di ogni attività assistenziale», fino a trasformare quella struttura in un «mero ambulatorio». «Si è riusciti addirittura, con non comune incapacità professionale e/o gestionale – annota Arcadi nell’avviso –, sostanzialmente ad “azzerare” due strutture sanitarie che chiunque possieda una normale conoscenza del territorio non può che valutare di assoluta importanza». E cioè le ortopedie degli ospedali di Locri e Melito Porto Salvo. In particolare, «la inqualificabile gestione del disservizio è stata causa di ulteriori disagi per i pazienti (che hanno dovuto subire trasferimenti ad altre sedi ospedaliere)», per i loro familiari, «sottoposti a conseguenti sacrifici logistici ed economici», e per la stessa azienda. La procura sottolinea come, «nell’incredibile clima di confusione generato sulla vicenda», siano stati adottati («con l’implicita connivenza della direzione generale») atti «di indecifrabile legittimità». Brancati e Calabrò non avrebbero adottato «alcun provvedimento di tipo organizzativo o gestionale volto a risolvere la criticità e quindi assicurare le urgenze ortopediche e attivare il percorso assistenziale del politrauma; limitandosi, viceversa, ad adottare apparenti provvedimenti-tampone che si rivelavano da subito del tutto inefficaci, talora tra loro in contraddizione e cervellotici, spesso irrispettosi delle competenze fissate dagli atti organizzativi generali e delle norme generali in materia di livelli essenziali di assistenza; provvedimenti che, alla fine, procuravano ripetuti blocchi dei ricoveri, il sostanziale azzeramento della Soc di Locri e dell’omologa struttura di Melito Porto Salvo, assolutamente vitali dal punto di vista dell’assistenza sul territorio e costringevano i pazienti ad una forzata migrazione verso altre strutture della provincia».
Il dg e il direttore avrebbero inoltre «abbandonato persone incapaci, per malattia di corpo, di provvedere a se stesse e delle quali avrebbero dovuto cura».

Apriti cielo. Ovviamente grasso che è colato per Dalila Nesci, la deputata pentastellata, che ha chiesto subito a Oliverio la immediata revoca. «La procura – ha ricordato la deputata 5stelle a Oliverio – ha aggiunto che “dall’incredibile clima di confusione generato sulla vicenda, sono stati adottati (con l’implicita connivenza della Direzione generale) provvedimenti di indecifrabile legittimità” e che, nella fattispecie, “si è riusciti addirittura, con non comune incapacità professionale e/o gestionale, sostanzialmente ad “azzerare” due Strutture sanitarie che chiunque possieda una normale conoscenza del territorio non può che valutare di assoluta importanza (Soc di Ortopedia dell’Ospedale spoke di Locri e Soc di Ortopedia dell’Ospedale di Melito P.S.)”».

Ma Brancati è sempre andato avanti per la sua strada, l’importante è avere le compagnie giuste e non abbattersi mai. Più o meno un anno fa, aprile del 2017 ed era ancora commissario e non ancora dg dell’Asp di Reggio, ha pure conosciuto il brivido lungo la schiena dell’intimidazione. Persone non identificate hanno sparato alcuni colpi di pistola contro la sua abitazione, nella frazione Vena superiore di Vibo Valantia. Brancati era in casa con la famiglia al momento degli spari. Meno di due mesi fa s’è trovato in uno stagno polemico attorno a un “pool” di lavoro che aveva in mente di formare proprio all’interno dell’Asp di Reggio. Per accelerare l’iter dei concorsi interni ed esterni mette attorno allo stesso tavolo una macchina da guerra formata da veterinari, infermieri, amministrativi. «Nessuno di loro però con i requisiti professionali minimi per poter svolgere questo compito» subito a tuonare il segretario generale Martorano.

Succede quando ci si mette a lavorare e anche troppo in un ufficio, tanto più insidioso e viscido come quello della salute della provincia di Reggio. È forse anche per questo che chi gli vuole “bene” ad un certo punto deve avergli consigliato che la poltrona di dg al dipartimento Salute è, appunto, più “salutare”. Tanto più che Zito s’è girato dall’altra parte…

I.T.