Il “derby” azzurro Cosenza-Catanzaro e la lite sotto casa di Santelli

Che non fosse una seduta del consiglio regionale, quella dell’altra sera, densa di significati civici e istituzionali se ne sono accorti loro stessi per primi, i protagonisti.

Tra chi è andato al bar e non è più tornato, chi ha preferito non perdere il tavolo al ristorante e chi non è manco entrato in aula va anche detto che c’è stato spazio, e molto, anche per chi ha passato tutto il tempo dentro a parlare di tutt’altro.

Come della “lite” di sabato sera sotto casa di Jole Santelli, a Cosenza, tra Roberto Occhiuto e Mimmo Tallini (di cui vi abbiamo dato conto proprio sabato sera).

Una violenta discussione iniziata probabilmente al chiuso e proseguita per strada, sia pure al riparo da gran parte degli occhi indiscreti.

Col passare delle ore in qualche modo la “regnanza” di Forza Italia ha lasciato intendere che s’è discusso di capigruppo in consiglio e tecniche da subentro ai neodeputati ma era e rimane, questo, sostanzialmente un depistaggio.

Perché la “lite”, la discussione accesa, ha avuto come baricentro ben altro. Dopo aver annunciato il suo disipmegno diretto per la presidenza della Regione (quando in verità egli stesso lo aveva pubblicizzato qualche mese fa) il sindaco di Cosenza Mario Occhiuto si trova proprio sabato “spettatore” disinteressato e inconsapevole di una pagina facebook che un nucleo di suoi estimatori cittadini (in crescendo) ha avuto anche la forza di finire in bella mostra sulla stampa. Semplice il messaggio e la mission della pagina, Mario ripensaci e porta il modello Cosenza alla Regione, diventa il sindaco della Calabria.

Mimmo Tallini, così dicono a Catanzaro quelli che lo conoscono da molto tempo, in gioventù le ha date e ricevute quando i ragazzi passavano e perdevano il tempo a dividersi tra rossi e neri. Ma il cervello non lo ha perso con le botte e ha fatto (pure lui) due più due. Mario esce dalla porta in vista della contesa e poi rientra alla grande dalla finestra.

E allora sì che Catanzaro “azzurra” ribolle anche perché qualche settimana fa nel capoluogo la cosa tra pochi intimi era stata già affrontata con un unico e campanilistico epilogo: stavolta Cosenza si deve fermare un giro. Firmato Sergio Abramo, Mimmo Tallini e Piero Aiello (e in qualche misura e per altre ragioni Wanda Ferro). Non che i tre o il poker giallorosso condividano pulsioni, nomination e obiettivi.

Tutt’altro. Ma su di un obiettivo convergono quasi naturalmente. Stavolta Cosenza si deve fermare un giro per la conquista della Cittadella.

E quando Mimmo Tallini s’è trovato sulla stampa quotidiana il giochetto della pagina facebook non ci ha visto (più o meno) quasi più. «Hanno proprio litigato di brutto l’altra sera e per la candidatura di Mario alla presidenza della Regione» confessa un consigliere regionale di centrodestra che giura di aver trovato conferma proprio a bassa voce e durante i lavori (?) dell’aula.

Perché lo schema è chiaro, da Catanzaro si sono messi di traverso stavolta e pare proprio non vogliano sentire ragione sul punto. Tant’è che proprio Santelli e Roberto Occhiuto, in alternativa, virano le loro intenzioni e le carte da poker su Mangialavori. Che cosentino non è (e nemmeno di Catanzaro) e ha anche un bel profilo da spendere oltreché che un’anagrafica incoraggiante. Come dire, né Cosenza né Catanzaro. Così non vince e non perde nessuno.

Ma è stragegia di ripiego perché allo stato né il sindaco di Cosenza è disposto così tanto facilmente a rinunciare alla corsa né, d’altra parte, arrivano notizie in tal senso dal capoluogo. Tutt’altro e basta chiedere in camera caritatis a Sergio Abramo o a Piero Aiello, per farsi una idea. E come se non bastasse e con le vele tutte aperte a catturare il “vento” del Paese ecco il pressing diretto o indiretto che Wanda Ferro gioca o fa giocare su Furgiuele, diciamo il segretario regionale della Lega.

Qualcuno giura che poi alla fine ancora non conti nulla, il rappresentante di Salvini per le cose di Calabria. Ma se si chiede proprio al leader nazionale a lui rimanda, invece. «Parlate con Furgiuele».

Il progetto di cioè che sta a “destra” di Forza Italia potrebbe essere chiaro, da queste parti. Agganciarsi al motore della Lega, incollare Fratelli d’Italia e perché no, se il Paese è gialloverde perché non chiedere un lasciapassare ai Cinquestelle pure in Calabria?

Forse è anche per questo che l’altra sera Mimmo Tallini in aula ha invitato tutti i consiglieri a stringersi attorno, senza litigare oltre misura, senza sparare troppo sulla croce rossa del governo regionale. Un po’ per depistare o annacquare i progetti di Occhiuto e Mangialavori. Ma anche perché Forza Italia ha una gran paura da condividere con il Pd di questi tempi. L’estinzione.

                                                                                                                                                       I.T.