Regione, rischio commissariamento per l’Autorità idrica calabrese

Le procedure di infrazione a livello europeo da parte dell’Ue hanno fornito l’input per l’accelerazione delle pratiche amministrative

 La Regione Calabria si mette le ali ai piedi per la gestione delle acque pubbliche. Le procedure di infrazione a livello europeo da parte dell’Ue hanno definitivamente fornito l’input necessario all’accelerazione di tutte le varie pratiche amministrative, per altro già nei progetti della Cittadella.

Una task force di 20 ingeneri, per quanto riguarda la depurazione che nulla ha a che fare con Sorical, la revoca e contestuale affidamento del coordinamento dei fondi destinati a Sorical, in attesa che l’Aic diventi completamente operativa, e altri interventi si sono resi indispensabili anche a causa delle Procedure di infrazione n. 2004/2034 e n. 2014/2059, avviate nei confronti dell’Italia, e anche della Calabria, per riscontrata non conformità agli articoli 3 (reti fognarie per le acque reflue urbane) e 4 (trattamento delle acque reflue urbane) della Direttiva 91/271/CEE del 21.5.1991, per agglomerati con popolazione tra i 2.000 e i 15.000 ab. e superiore a 15.000 abitanti. La depurazione e le infrastrutture fognarie sono la priorità dell’Aic che sta terminando le varie fasi preliminari per una piena e autonoma vita istituzionale dopo l’insediamento dei Comuni componenti l’assemblea delle scorse settimane.

Scrive la regione nel decreto 10817 pubblicato sul Burc di ieri:

“La Legge regionale n. 18 del 18/05/2017, più volte richiamata, pone a carico della Regione, nell’attuale fase di avvio dell’Autorità Idrica della Calabria, fino alla costituzione e insediamento degli organi, e nelle fasi successive, obblighi e responsabilità, nettamente definiti; – dal mancato adempimento agli obblighi discendenti dalla Legge Regionale n. 18 del 18/05/2017, e in capo alla Regione Calabria (che svolge i compiti di Autorità Idrica, nella fase iniziale), può derivare l’esercizio di poteri sostitutivi (commissariamento) da parte del Governo centrale; – la risoluzione delle problematiche connesse al settore fognario – depurativo riveste importanza strategica per l’intero territorio regionale; – con riferimento a detto ultimo aspetto, sono stati assunti dalla Regione precisi e scadenzati impegni con la Commissione Europea (redazione Piano Depurazione e regolamentazione dei rapporti tra Regione ed Enti Beneficiari)”.

E non solo. Revocando i due incarichi precedenti la Regione ha deliberato l’incarico di Responsabile del procedimento per l’erogazione dei finanziamenti connessi alla realizzazione degli investimenti pubblici attuati da SoRiCal, previsti dalla medesima Convenzione e dei procedimenti a contenuto tecnico e amministrativo connessi alle attività in capo alla Regione, discendenti dalla stessa, all’ing. Alessandro Andreacchi.

La battaglia per evitare il commissariamento delle “acque regionali” è solo all’inizio.

Vin. Bru.