Dentro la calza le prime sorprese

Il Capodanno con Tonino Gentile che trasloca e fa traslocare dalle parti di Forza Italia l’unica stampella del Pd resterà con ogni probabilità, politicamente parlando, indimenticabile. A due mesi dal voto e a meno di uno dalla presentazione delle liste questo “terremoto” non era previsto e soprattutto non in questi termini. Nel senso che era stata anche contemplata la corsa in solitudine di Ap, tra le eventualità, ma non la liquefazione stessa degli alfaniani che tutto è fuorché una buona notizia per Renzi.  Quando il segretario nazionale del Pd conterà i voti che gli arriveranno dal solo entourage di Lorenzin capirà che Silvio Berlusconi ha nel frattempo sfilato i veri assi dal mazzo. Confermandosi più cinico e soprattutto più intuitivo quando si avvicinano le urne. Un giorno sapremo perché Alfano s’è chiamato (apparentemente) fuori, fermandosi un giro prima del Parlamento europeo. E soprattutto sapremo se questo evento è stato propedeutico alla prima vera fuga, quella di Lupi e Formigoni verso la vittoria delle regionali in Lombardia con la maglietta di Berlusconi. Perdere non piace a nessuno, soprattutto quando non sai neanche perché devi perdere. Nè Renzi nè Magorno lo hanno mai spiegato a Gentile che non è solito immolarsi gratis per nessuno. Chiuso in un angolo ha lanciato sul tavolo da gioco l’unico azzardo possibile. Spostare su Berlusconi la “dote”. Senza nulla in cambio direttamente (anche se non è vero). E contare i voti alla fine della fiera. Berlusconi sa quanto pesava Forza Italia in Calabria fino al giorno prima dello strappo di Gentile. E il 4 marzo tirerà le somme. Sarà difficile non ricompensare chi ha portato fieno in cascina. Anche con sorprese al seguito. Qualcuna di queste la si intuirà già dentro la calza della Befana.