Quel sondaggio che azzera tutto

Sulla scrivania del Nazareno percentuali sconcertanti per il Pd (ma non solo per il Pd) in Calabria. In alto mare collegi e alleanze. E c'è pure chi punta ad andarsene...

Pare sia posizionato sulla scrivania di Renzi e di pochissimi altri ancora. Non è detto di tutti i ministri e men che meno dei parlamentari. Si tratta di un sondaggio riservato che il Pd è abituato a commissionare regione per regione in vista de decisioni importanti che deve prendere prima di tornate elettorali. Un sondaggio che relativamente alla Calabria terrorizza così tanto uscenti, aspiranti, potenziali alleati e potenziali alleabili del Pd (nonchè il Pd stesso) al punto che viene tenuto esoterico. Nascosto. Ed eccolo in grandi linee il risultato dello sconcertante sondaggio, atteso che nelle interviste è consuetudine tutta italiana, e in special modo meridionale e conterranea, mentire. Della serie, prendiamolo con le molle ma che siano appuntite, le molle. In testa, manco a dirlo, il movimento Cinquestelle con il 34%. Al secondo posto chi non ti aspettavi manco esistesse, fino all’altro ieri e cioè Forza Italia con il 17%. Al terzo, al limite dell’Apocalisse, il Pd con l’11%. Al quarto posto Ap con il 5%. Tradotte queste suggestioni in sede di compravendita di collegi e di alleanze significa che il partito di Renzi nell’uninominale rischia di non toccare palla, forse da nessuna parte in Calabria. E significa che quando si pesa poco più del doppio dei potenziali alleati è impossibile non concedere quello che deve essere concesso. In caso contrario non è l’unione che fa la forza ma due debolezze che restano isolate. Il resto è incognita a Cinquestelle, relativamente ai candidati che getterà in pista. Ed è il panico più totale per chi non entra nel listino proporzionale dell’ormai ex partito di governo, inteso come alleanza di governo. Se ne salveranno in pochi, chissà chi. E non a caso dalle parti della Cittadella, con con parlamentari al seguito, si sta con gli occhi aperti e la strumentalizzazione “sanitaria” a mille. Uscirsene dal partito di Renzi, e con una buona scusa, potrebbe essere ancora un affare…