Qualcuno (gli) getti una scialuppa in mare

Matteo Renzi e Mario Oliverio

«Io stesso ho chiesto un monitoraggio: non voglio tornare allo “status quo ante”, ma accompagnare un percorso. Sarà così messa in capo alla Regione la responsabilità. Non chiedo mani libere, voglio il monitoraggio e l’aiuto del governo centrale perché la Calabria possa essere messa al passo con le altre regioni del Paese. È assurdo che due regioni, la Campania e la Calabria, possano essere lasciate come due vagoni sganciati dal- la locomotiva del Paese. Io ho assunto questa iniziativa e ho detto con forza a un governo, che ha peraltro il mio stesso colore politico, che vengono prima i problemi e i bisogni dei cittadini». È contenuta in queste frasi l’ultima chiamata di Oliverio sulle ceneri della “salute”. C’è tutto quello che ci può essere in considerazione di come si sono messe le cose per lui (che ormai la corda l’ha tirata assai), per le sue sorti politiche che non per forza debbono prevedere il Pd sullo sfondo, in ultima analisi per la “salute” della sanità di Calabria che in tutta questa vicenda sta a cuore ai contendenti come la Tim Cup agli squadroni di serie A. Intanto l’ammissione, il passo indietro. «Non chiedo mani libere» dice Olive- rio. Ma si accontenta di «essere guidato e monitorato». A memoria di giurispruden- za in materia di commissariamenti non ci pare di rintracciare una via di mezzo tra un commissario indicato dal governo, appunto, e una gura che commissario non è ma che si ci può sentire lo stesso salvo per essere guidato dal governo stesso. Traduciamo in sintesi che è meglio. Oliverio, che ha ben capito di non poter vestire i panni che hanno fatto ve- sture al collega De Luca, chiede una via d’uscita al governo. Umiliato sì, ma una scialuppa non si nega a nessuno. Che qualcuno la getti in mare. Inventatevi pure qualcosa ma salvate la faccia a tutti. E qui veniamo al punto più essenziale. «Mi rivolgo al governo che peraltro ha il mio stesso colore politico». Ed eccolo il vero incrocio, quello di sempre. Il governo ha davvero il suo colore politico?