Per Oliverio la notte può essere anche più Scura

Salire a Roma con un commissario (odiato) e tornare in Calabria con due "gendarmi" nuovi di zecca non è detto che sia proprio lo scenario migliore per il governatore...

Massimo Scura e Mario Oliverio

Se Mario Oliverio non avesse ad un certo punto virato tutta la sua “ira mediatica” non più contro Scura ad personam ma contro l’istituto del commissariamento in sé la partita di oggi pomeriggio sarebbe stata infinitamente diversa. Forse persino più semplice. Perché nel frattempo è stato così caricato di senso politico-elettorale l’incrocio con il ministro che non solo uscirne non sarà semplice, per nessuno. Quanto è diventato invece necessario farlo perché di ritorno da Roma tutto è consentito che possa accadere tranne che scendere con un pareggio in valigia. Ognuno in cuor suo deve tornare convinto di aver guadagnato e non perso qualcosa da questa trasferta ed è proprio questo il nodo che non si scioglie. I sindaci che firmano (anche post mortem, cioè al telefono) questo chiedono a fianco di Oliverio. La fine del commissariamento in quanto istituto del commissariamento perché soffoca (a loro dire) la salute di Calabria e la deprime. Niente di personale contro Scura, ha sempre tenuto a precisare Oliverio da un certo punto in avanti. Ma fine del commissariamento sì, e subito. In caso contrario, questo il non detto della “protesta” ma è scritto a caratteri cubitali nella tipologia subliminale, il commissario deve diventare il governatore stesso come del resto è avvenuto in Campania con De Luca. Della serie, perché Oliverio no? Ora è chiaro che dal commissariamento non si esce con le “catene”, con le firme dei sindaci, con le marce né con i decibel. Si esce quando la legge lo consentirà (cioè con bilanci e Lea) e adesso non lo consente per niente.
Dopodiché si apre la vera partita e cioè la mediazione locale e nazionale che fa capo al ministero. Che si fa per non scontentare nessuno e scongelare la faccenda? C’è chi ipotizza il classico uno a uno. Scura promosso ma a Roma e un nuovo commissario in Calabria. Anzi due. Se è questa la linea della mediazione, in nome e per conto della salute dei calabresi, bisognerà poi chiedere a Oliverio come la pensa. Salire a Roma per spezzare il commissariamento o per diventarci, commissario, e scendere invece con due “gendarmi” nuovi potrebbe far pensare al governatore che forse sarebbe stato meglio tenersi Scura…