Le vere catene senza chiavi

Non c’è neve lungo il percorso “ghiacciato” che deve riportare a casa i consiglieri regionali ma le catene a bordo sono consigliate lo stesso. Forse di più. E sono peraltro le uniche in circolazione perché “quelle” di Oliverio non ci saranno né sotto l’albero di Natale a Palazzo Chigi né dopo la calza della Befana. Sterilizzate, ripiegate, riposte, probabilmente mai esistite e solo (inutilmente) esibite. L’escalation del governatore che immaginava di sfidare il governo, magari pensando di intimorirlo, finisce invece con una doppia retromarcia a freno a mano alzato all’improvviso. Dopo la nevrosi da duello western con Massimo Scura, che Oliverio ha interpretato per mesi se non dall’inizio del suo mandato, ad un certo punto l’asticella che si alza. O che vorrebbe alzarsi. Niente di personale contro il commissario e non ci sono poltrone da acchiappare, rassicura Oliverio in tempi non sospetti. È l’istituto in sé del commissariamento che deve sparire dai piedi. La sanità ai calabresi (e ai regnanti, ovviamente) altrimenti saranno catene. Segue la difficile quanto insidiosa opera di mediazione tra le cazzate sparate sul posto e il livello romano della faccenda che inizia ad innervosirsi. Vi si applicano, nell’intermediazione, tanto generali in capo del Pd quanto, forse soprattutto, di Ap che poi è il partito del ministro Lorenzin. Ne viene fuori una liturgia stanca ma efficace che confeziona una doppia convocazione vis a vis tra il ministro e i diretti interessati e ne viene fuori una visitina stratificante della stessa Lorenzin a Rossano ben consapevoli, tutti, che Oliverio doveva girare alla larga. Il tutto per partorire la via d’uscita (o per provare a salvare Oliverio). Almeno non sparare più sulla fine del commissariamento che è irrealizzabile, sembra di ascoltare chi ha dettato la linea preelettorale. Dirotta su Scura la rabbia e vediamo che si può fare. E Oliverio esegue. Costruendo con i suoi decibel la retromarcia perfetta ma anche le vere catene di cui si sono perse le chiavi, si possono solo chiudere. Far fuori un commissario per ritrovarsene almeno due. Salvo poi però dover spiegare soprattutto a se stesso come mai De Luca lo è diventato, commissario, e lui no. Già. Perché lui proprio no?