Come i cinesi sulla riva del fiume

Il ministro dell’Interno Angelino Alfano durante la conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri, Roma, 27 agosto 2015. ANSA/ETTORE FERRARI

È la “notte” dei centristi. L’incrocio che vale una stagione. La scelta che non puoi sbagliare. L’addio ai più imprevisto e imprevedibile (ma solo sulla carta) di Angelino Alfano ha accelerato l’inevitabile stress test di Alternativa popolare e di tutto quell’emisfero di sigle e figuri di centro ancora privi di ancoraggio politico. In taluni casi si tratta di veri e propri portatori di voti e di “partite” del consenso, capaci di attrarre più interessi che volantini elettorali. Stappata la bottiglia, laddove il tappo non poteva che essere Angelino Alfano, i giochi come abbiamo scritto più volte si riaprono su tutto il fronte. Certamente sul fianco destro (da Formigoni a Lupi, tanto per dire, preoccupati di non perdre il treno berlusconiano in vista delle regionali della Lombardia in primavera). Ma anche per fiondarsi direttamente nella diaspora ennesima del Pd (Lorenzin vorrebbe persino mettere in piedi una lista a sostegno di Gentiloni candidato premier). L’addio di Alfano ha finito anche per attrarre sigle e personaggi vari parcheggiati a bordo campo, nei paraggi del centro, che non aspettavano altro che poter trattare senza la presenza del ministro. È il caso di Fitto, per esempio. O di Parisi.
Domani è prevista la direzione nazionale del partito ma è in queste ore che si sta giocando il grosso della partita. Alle nostre latitudini l’unica certezza è che la flotta robusta di Calabria (con i voti e gli interessi appresso) non si dividerà. Viaggierà in un’unica direzione che è poi quella che quasi certamente tratterà Tonino Gentile al tavolo con Lupi e Lorenzin. È noto che il sottosegretario cosentino preferirebbe, e per più ragioni, continuare a dettare i tempi e la danza al centrosinistra calabrese. Ha più autostrada aperta da questa parte della carreggiata. Quando dovesse andar male su scala nazionale alla fine potrebbe portare Ap alla corsa assolutamente autonoma al primo turno delle politiche. E poi si vedrà. Chi l’ha detto che non si può scegliere una squadra a fine partita?