Attacco di panico sotto Natale

Lo scioglimento delle Camere prima di Capodanno e le candidature "sospese". E Scura che farà tre anni...

L’indiscrezione mai smentita del Corriere della Sera ha “stressato” il circo della politica. Camere sciolte e fine legislatura tra Natale e Capodanno, il 27. E voto il 4 di marzo, un paio di settimane prima rispetto alle previsioni della vigilia. Non solo non è stata smentita, l’indiscrezione, ma con il passare delle ore è stata pure corroborata da altri scenari di supporto così da rendere complessivamente credibile la cosa. Subito dopo il panettone questa legislatura dovrebbe concludersi e ben prima dell’Epifania la campagna elettorale sarà già di fatto iniziata. Non poche le ripercussioni conterranee se dovesse avverarsi una accelerata dle genere. La prima, tanto per non sbagliare, ha a che fare con la sanità dal momento che da qui al 27 potrebbe anche tenersi un solo Consiglio dei ministri con tutto quello che questo significa visto che c’è da sbrigare gli affari correnti per portare il Paese al voto. Della serie, per il dossier Calabria e tantomeno per il paventato caso Scura non solo non c’è voglia ma non c’è neanche il tempo per parlarne. E così il commissario, con ogni probabilità, finirà con lo spegnere il 12 di marzo la terza candelina dal suo insediamento al vertice del governo della salute. Poi il nuovo di governo deciderà il da farsi ma non prima dell’uovo di Pasqua di aprile. Non è proprio lo scenario ideale per chi da queste parti aspettava il camice bianco per scendere nell’arena della campagna elettorale. Messa così dovrà farsene una ragione la regnanza regionale e la regnanza del Pd, in preallerta per i consensi. Anche perché ci sono altri incubi all’orizzonte, più o meno per tutti. Con i sondaggi che circolano il Pd rischia di arrivare terzo come coalizione e il posto alla Camera nel listino non è affatto certo. Potrebbe non scattare. Sempreché Renzi non decida di sorprendere tutti con un colpo di teatro prima di stampare i santini…