Sbandate in corsia

La pentastellata Nesci (in buona fede...) paladina della sanità di Calabria di tanto in tanto rischia di deragliare

Ci dev’essere qualcosa che non va, qualcosa di serio e di preoccupante, se una parlamentare tra poco uscente e (lei si augura) forse rientrante di Cinquestelle prende una sbandata troppo grande per essere vera.

Il riferimento va a Dalila Nesci, volenterosa e dinamica deputata cosiddetta grillina che ha avuto solo un torto in questa legislatura che ormai volge al termine.

Quando tutto sarà passato e sarà solo un ricordo di lei si continuerà a chiedere chi la ha “armato” di volta in volta. Chi ha inserito di volta in volta il “gettone nel jukebox”.

Scenari e malelingue ingererosi e poco lusinghieri per il curriculum di una deputata del movimento che si autodefinisce di cambiamento radicale. Se fosse vero che di volta in volta Nesci proferisce interpellanze, dubbi e dossier perché è scattata la regola del “jukebox” sarebbe grave e però noi siamo convinti che così non è.

Così non può essere. Magari è il vento della rivoluzione grillina che è soffiato così soffice in Calabria, persino lieve, ad aver incoraggiato cattivi pensieri.

Dai quali, sia ben chiaro, la nostra dissociazione è totale e non potrebbe essere diversamente. Da non cultori del retroscena a tutti i costi preferiamo semmai sposare la tesi concreta delle cantonate, delle scivolate, delle sbandate.

Sì, delle sciocchezze che si possono combinare “di tanto in tanto” che magari fanno meno curriculum in materia di propaganda politica ma almeno salvano lo spessore etico e della buona fede.

Una di queste sbandate è chiaramente andata in scena ieri. Nesci, come è nel suo stile perché fa il suo mestiere, interroga in tempi non sospetti ogni istituzione a proposito dell’accordo per gli Ivg tra una clinica del gruppo iGreco e l’ospedale Annunziata.

Ci vede del torbido e minaccia dossier in procura. La materia è complessa, troppo.

Ma la gogna mediatica attira di più e allora si continua. Finché il gruppo non decide di chiedere e ottenere la sospensione dell’accordo stesso. Della serie, “curnuti e mazziati” è troppo.

Un conto è venire in soccorso dell’Annunziata, altro è passare per chissà che. E che fa Nesci? Si autoassegna il merito della revoca, trascurando che era stata richiesta dal gruppo stesso. Per una attenta come lei una svista grave. È per questo che è meglio pensare che siano sbandate in buona fede…