Quell’appalto da assegnare a tutti i costi

Il Comune di Cosenza affida direttamente la gestione del "BoCs Art 207/18" alla stessa ditta che aveva vinto la precedente gara, il cui affidamento era stato revocato da una sentenza del Tar. I giudici di Catanzaro trasmettono gli atti  all'Anac di Raffaele Cantone. "Si tratterebbe solo di un escamotage per affidare il servizio alla stessa ditta"

Bocs Art di Cosenza

BoCs Art 2017 e Comune di Cosenza nella bufera. “Si tratterebbe solo di un escamotage per affidare il servizio alla stessa ditta che aveva ottenuto l’aggiudicazione viziata dall’illegittima composizione della commissione”.

Il peso delle parole, specie se scritte in una sentenza dei giudici e a maggior ragione se da queste parole ne deriva anche una segnalazione ufficiale all’Anac con invio degli atti del procedimento. Il Comune di Cosenza incassa dunque una pesante e grave sconfitta dai giudici.

Il Tar annulla tutti gli atti legati all’affidamento dei servizi di gestione delle attività organizzative e logistiche del “Progetto BoCS Art 2017 – Residenze artistiche internazionali”, con motivazioni di fuoco destinate a creare strasichi sia da un punto di vista politico che giudiziario.

Il Comune a maggio scorso aveva aggiudicato la gara d’appalto alla società “Raku” ma pochi mesi dopo il Tar aveva annullato tale aggiudicazione. Successivamente sempre il Comune ha revocato in autotutela l’intero bando di gara pagando la penale prevista alla “Raku” e incredibilmente procede all’affidamento diretto degli stessi servizi sempre e comunque alla “Raku”.

Incredibile ma vero. I giudici nella sentenza di ieri stigmatizzano tali comportamenti con parole molto dure annullando sia la revoca in autotutela (con tanto di penale sempre alla società Raku!) che l’affidamento diretto alla Raku.

Scrivono i giudici in sentenza sul primo punto del ricorso della società “Piano B” accolto in toto:

“Nel caso di specie l’amministrazione non va oltre il generico riferimento all’esigenza di evitare un contenzioso, che, com’è evidente, non può costituire valida giustificazione della revoca, sia perché era prevedibile che gli atti adottati avrebbero determinato il risultato opposto (la proposizione di gravame da parte dell’odierna ricorrente), sia, soprattutto, perché il contenzioso che coinvolgeva la Raku era stato stato già definito a livello giurisdizionale, di talché non è dato sapere quale contenzioso potesse insorgere”. “Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria (Sezione Prima), definitivamente pronunciando sul ricorso, come in epigrafe proposto, lo accoglie e, per l’effetto, annulla gli atti impugnati. Dichiara l’inefficacia del contratto stipulato in data 26 settembre 2017 tra il Comune di Cosenza e la Raku, nei limiti indicati nella parte motiva. Condanna il Comune di Cosenza, in persona del Sindaco in carica, alla rifusione delle spese in favore della ricorrente: Dispone che copia della presente sentenza e degli atti del giudizio siano trasmessi all’Anac.  Dispone che copia della presente sentenza e degli atti del giudizio siano trasmessi all’Anac”.