Parentopoli al Comune di Diamante, blitz dei carabinieri

Acquisiti diversi documenti, tra cui quelli del bando per il servizio civile, pubblicato e ritirato. Nella graduatoria molti avevano legami con il Comune

Il Comune di Diamante

Blitz del carabinieri in Comune a Diamante e acquisizione di diversi documenti, tra cui quello relativo al servizio civile del Comune.  Nei giorni scorsi il segretario  comunale ha annullato tutti gli atti e di fatto ha annullato il bando del servizio civile di cui era uscita una parziale e contestatissima graduatoria provvisoria.

QUEI NOMI ECCELLENTI NELLA GRADUATORIA

Si dall’inizio il bando del servizio civile si è rivelato un “pasticciaccio “. Su sei ammessi, almeno quattro avrebbero a che fare in modo diretto o indiretto con l’amministrazione comuna le. Se non è un caso di parentopoli, poco ci manca.

La graduatoria provvisoria pubblicata e ritirata

A scoprire l’inghippo, il solito “escluso” dalla convocazione dei collo- qui. Dopotutto per partecipare al colloquio, bastava presentare la domanda, rispondere a requisiti anagrafici e lavorativi non troppo stringenti. Fatto sta che l’escluso non solo non ha visto il suo nome nell’elenco dei convocati a colloquio (per il quale è previsto un tabellario con relativo punteggio) ma ha anche riconosciuto tra gli ammessi ragazzi “noti”. L’escluso ha presentato immediatamente ricorso.

E l’amministrazione di contro ha posticipato i colloqui, già calendarizzati a dopo il 9 ottobre prossimo. Ma ecco chi sono i quattro “incriminati” : Alyssia Bruno  glia di Lorella Vidiri, esternalizzata dell’ente, addetta a servizi inerenti la raccolta differenzia, nonché nipote diretta del Vincenzo Vidiri; Francesco Fittipaldi,  figlio di Giuseppe Fittipaldi, impiegato del Comune di Diamante e addetto all’Ufficio Protocollo e di recente rimasto coinvolto nell’Operazione Murales; Alessandro Leo, gestore di uno spaccio alimentari nel Centro Storico, nipote dell’assessore al turismo Maiolino e  figlio di una delle dipendenti dell’Uffici Welfare che gestisce il bando, quest’ultima ha anche chiamato in causa l’Ente per 40mila euro in seguito ai danni riportati in seguito a una caduta per le vie di Diamante. In ne, c’è Sara De Pascale,  glia del gestore di uno stabilimento balneare, coniugato con la sorella della moglie dell’ex-dipendente comunale Vidiri Vincenzo, tuttora di fatto in servizio presso l’ente mediante Progetto “Nonno non solo”. Pascale si occupa di assistenza alunni sugli scuolabus comunali.

Non c’è che dire, in questo periodo di crisi 14.46 euro netti al giorno di compenso, che equi- valgono a 433 euro netti al mese devono davvero fare gola a tutti. Non è escluso che sulla vicenda, alquanto sospetta, possa accendersi il faro della procura di Paola, guidata da Pierpaolo Bruni.

LA RISPOSTA DEL COMUNE

Subito dopo il ritiro della graduatoria e il serpeggiare delle prime polemiche, immediate sono arrivate le precisazioni del Comune: “In merito alle notizie recentemente apparse sulla stampa relative al Bando Nazionale del Servizio Civile per l’annualità 2016-17, l’AC intende fare le seguenti precisazioni. Il Comune di Diamante ha partecipato al Bando Nazionale del Servizio Civile con il progetto “Diamante un Gioiello da scoprire” che è stato ritenuto valido e di conseguenza ammesso al finanziamento per l’utilizzo di 6 giovani entro i 28 anni di età per l’annualità 2017-18. Detto Bando unitamente al progetto predisposto dal Comune è stato trasmesso al preposto servizio per l’inserimento on line degli atti amministrativi e pubblicato sull’Albo Pretorio e sull’Home Page del Sito Istituzionale. Contestualmente al fine di darne la massima pubblicizzazione lo stesso bando veniva diffuso tramite il numero di Maggio del giornale cittadino l’Olmo in formato cartaceo e on-line e caricato sulla pagina Facebook del comune dove in pochi giorni si registravano 660 visualizzazioni. Il rilievo di un errore materiale che aveva portato all’esclusione di tre concorrenti veniva immediatamente corretto con la riammissione alle selezione dei tre concorrenti esclusi, mentre per l’errore formale delle procedure di pubblicazione, e non di pubblicizzazione, il responsabile del Servizio avanzava istanza al Ministero per la riapertura dei termini delle domande. Poiché il Ministero non autorizzava alla riapertura dei termini per la presentazione delle domande il responsabile bloccava le ulteriori procedure. Tale precisazione si rende necessaria, allorché in maniera non veritiera, sono state fornite alla stampa notizie che ipotizzano percorsi non trasparenti dell’Amministrazione Comunale finalizzati a non diffondere adeguatamente il bando. Si evince da questa ricostruzione dei fatti, verificabile dagli atti a disposizione di tutti, di come l’AC abbia proceduto con estrema linearità e trasparenza preoccupandosi di diffondere e pubblicizzare il bando anche con strumenti opzionali (Giornale cittadino e Facebook) esclusivamente al fine di garantire una opportunità occupazionale per sei giovani. In ultimo, l’AC informa che per lo stesso bando di Servizio Civile relativo alla annualità 2017-18 il Comune di Diamante ha predisposto due progetti uno incentrato sul patrimonio culturale e un altro sul Servizio di Protezione Civile”.