Emergenza sanità, Fp Cgil: serve un piano straordinario di assunzioni

L'appello di Teodora Gagliardi, segretaria Generale Fp Cgil Cosenza; Alessandro Iuliano, responsabile Sanità Fp Cgil Cosenza e Franca Sciolino, segretaria regionale Fp Cgil Calabria

Serve un piano straordinario di nuove assunzioni di personale all’ospedale di Cosenza. Lo abbiamo già detto e non ci stancheremo di ripeterlo.

I dati di questi giorni mostrano un numero preoccupante di positivi in crescita nella popolazione, e molti di essi hanno bisogno di assistenza ospedaliera. Continua a crescere il numero di contagiati che affollano il Pronto soccorso dell’Annunziata e che sono in attesa del reparto di assegnazione. Non si conosce esattamente la situazione di tutti i reparti, con riferimento alla loro trasformazione in reparti Covid, ma sappiamo che tale trasformazione è in continuo divenire. Di conseguenza non sappiamo quali e quanti sono i reparti e i posti letto in cui si può continuare ad essere ricoverati per le patologie correnti. Tutto questo però siamo certi che mette ancor più sotto pressione l’ospedale hub di Cosenza, che continua a essere di riferimento regionale per alcune specialità.

Le notizie che si sono accavallate negli ultimi giorni fanno emergere una situazione non meno preoccupante nei presidi ospedalieri dell’Azienda provinciale, dove la mancanza di personale rende vano lo sforzo di allestire e rendere operativi posti letto per pazienti Covid. Inoltre questi presidi stanno accogliendo i pazienti “ordinari” che vengono trasferiti dall’Annunziata, senza alcuna programmazione. Dall’inizio della pandemia abbiamo segnalato le necessità di mettere mano ad un Piano per l’utilizzo di tutte le strutture disponibili e già operative sul territorio. Pensiamo, solo per fare un esempio, all’Inrca di Cosenza, che dispone di posti letto e di servizi qualificati, ma continua ad essere sostanzialmente ignorato dai provvedimenti degli uffici competenti.

Non dobbiamo sottovalutare che stiamo correndo il rischio concreto di un blocco dell’assistenza ospedaliera di tutto il territorio provinciale. La carenza di personale, accresciuta negli anni per il blocco del turn-over, oggi sta portando al collasso l’intero sistema e mettendo a dura prova i lavoratori, stremati da turni di lavoro massacranti che rendono difficili sostituzioni, turnazioni, ferie e malattie. Tra le varie unità operative in sofferenza, il Pronto soccorso dell’Annunziata vive ormai da mesi una situazione di perenne difficoltà, così come le Malattie infettive e la Terapia intensiva e sub-intensiva.

A questo drammatico scenario si aggiunge la mancanza di coordinamento tra le due aziende, che adottano provvedimenti tampone affrettati e poco efficaci. Ne sia un esempio il Protocollo d’intesa del 22 marzo scorso, secondo cui 27 unità di personale ASP (tra medici pneumologi, infermieri e OSS) vengono messi a disposizione per attivare 12 posti letto di terapia sub-intensiva presso l’Annunziata. Non si sa quante unità di personale abbia realmente preso servizio; se questo personale sia stato adeguatamente formato per erogare prestazioni in emergenza; quanto personale già in forze dell’Azienda Ospedaliera sia stato necessario nell’attivazione di questo nuovo reparto; infine, non possiamo prevedere quanto tempo reggerà questo protocollo. Altro caso di difficile riuscita ci sembra l’allestimento di un Centro vaccinale presso i locali destinati alla mensa, comunicato con nota del 19 marzo della AO CS, peraltro senza interpellare i responsabili aziendali della sicurezza. Anche qui non possiamo prevedere con quale personale sarà realizzato il Centro.

Crediamo debba essere fatto ogni sforzo per il reperimento immediato e l’assunzione straordinaria di personale a tempo determinato e indeterminato, attraverso l’utilizzo di tutte le graduatorie esistenti e di nuovi concorsi, anche prevedendo misure straordinarie che riducano i tempi di espletamento e l’effettiva immissione in servizio di nuove unità. Riteniamo che la prima mossa per evitare l’implosione del Servizio sanitario regionale, sotto l’onda d’urto della pandemia, debba farla il Commissario regionale Longo. Spetta a lui farsi portavoce della situazione calabrese presso il governo centrale, per ottenere le autorizzazioni necessarie a fare fronte alle drammatiche carenze di organico che vengono segnalate di giorno in giorno e che stanno mettendo a repentaglio la salute e la vita dei pazienti, non solo di quelli Covid.

Lo stesso Tavolo Adduce, nella seduta del 22 dicembre 2020, si pronuncia così:

Tavolo e Comitato rilevano come, a differenza della quasi totalità delle restanti regioni, la Calabria sia una delle poche regioni ove si registra un decremento di spesa per il personale ancorché la normativa emergenziale abbia destinato importanti finanziamenti per tale settore.

In sostanza, a fronte di un previsto costo annuo per il personale inerente la

“gestione Covid” pari a 17,158 mln di euro, come esposta nella relazione illustrativa regionale, risulta atteso sull’intero anno 2020 un calo del costo per il personale dell’intero SSR per 11,068 mln di euro rispetto all’anno 2019. Di fatto risulta che il personale inserito nel sistema in attuazione della normativa emergenziale sostituisce solo in parte il deciso calo del costo del personale dell’intero SSR.”

E ancora il Tavolo rileva: “una grave situazione relativa alla mancata gestione del turn over del personale, in particolare nelle ASP di Cosenza e Reggio Calabria”.

 

 

Teodora Gagliardi, Segretaria Generale Fp Cgil Cosenza

Alessandro Iuliano, Responsabile Sanità Fp Cgil Cosenza

Franca Sciolino, Segretaria Regionale Fp Cgil Calabria