Corte di Cassazione: Papasso è candidabile

"Si mette fine a un lungo doloroso periodo che mi ha provocato tante amarezze”

La Corte di Cassazione ha messo la parola fine sulla vicenda dell’incompatibilità con la carica di sindaco di Gianni Papasso. Per i giudici della suprema Corte, dunque, ha dichiarato “inammissibile” il ricorso presentato dell’avvocatura di Stato e ha condannato il ricorrente al rimborso delle spese processuali del giudizio di legittimità. Il sindaco di Cassano è dunque “candidabile”.

“Prendo atto dell’Ordinanza della Corte, con la quale è stato dichiarato inammissibile il ricorso presentato avverso alla sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro che aveva dichiarato la mia candidabilità. Dopo il Tribunale di Castrovillari e la Corte di Appello di Catanzaro, ora anche la Corte di Cassazione ha certificato che non sono stato responsabile dello scioglimento del Consiglio Comunale di Cassano All’Ionio, che continuo a ritenere un atto di gravissima ingiustizia per Cassano e i suoi cittadini”, ha detto Papasso.

“La Suprema Corte ha dichiarato la mia candidabilità a sindaco e a tutte le elezioni. I tre gradi di giudizio, hanno confermato che non ho mai avuto a che fare con la mafia e con ambienti malavitosi e che la mia condotta di sindaco è stata seria, onesta e trasparente, nonché sempre improntata al soddisfacimento degli interessi generali e contro ogni particolarismo. L’Ordinanza della Corte, mette fine a un lungo doloroso periodo che mi ha provocato tante amarezze”.