La rivolta dei sindaci, tutti contro Santelli

Bocciata l'ordinanza della presidente della Regione sulla riapertura di bar, pizzerie e ristoranti. E i primi cittadini hanno già emesso contro-ordinanze

Dal Pollino alla Stretto arriva la sonora bocciatura al decreto di riapertura di bar, pizzerie, ristoranti emanato ieri dalla presidente della Regione Calabria, Jole Santelli.
Tutti, o quasi tutti, i primi cittadini della regione sono concordi: è troppo presto per riaprire, il rischio di una recrudescenza del contagio da Coronavirus è ancora troppo elevata. Ed ecco che sindaci dei Comuni di Cinquefrondi (Michele Conia), Acri (Pino Capalbo), Montalto Uffugo (Caracciolo), Mormanno, Rossano Corigliano (Flavio Stasi), Mendicino, Soverato, San Giovanni in Fiore (Giuseppe Belcastro), Reggio Calabria (Falcomatà) Dasà, Catanzaro (Sergio Abramo), Lamezia Terme, Vaccarizzo, Spezzano Albanese, Cerzeto, Aprigliano, Saracena, Lungro, Castrovillari, Castrolibero, Polistena, Gioia Tauro hanno emanato ordinanze restrittive o almeno in linea con quanto previsto dal dettato nazionale del presidente Giuseppe Conte. Altri se ne stanno aggiungendo in queste ore.
Ad essere apertamente favorevole alla riapertura è il sindaco di Cosenza. Mario Occhiuto che scrive: “Ha fatto bene Jole a riaprire subito bar e ristoranti all’aperto, anche perché in Calabria non cambierebbe niente con un mese di chiusura in più. Si aggraverebbe solo di molto la situazione economica. Il Comune di Cosenza darà a tutti gli esercenti, in proporzione alle superfici esistenti, la possibilità di utilizzare gratuitamente ulteriore spazio pubblico per i prossimi mesi”.

Raccomando a tutti di continuare a rispettare le misure di distanziamento sociale ed evitare gli assembramenti.
L’unica certezza è che c’è grande confusione a tutti i livelli istituzionali. Conflitti aspri tra Governo e Regioni, Regioni e Comuni. Una spaccatura dovuta a contrasti politici piuttosto che a una vera visione e programmazione per la gestione della fase due dell’emergenza Covid19.
Diverse le obiezioni mosse alla Santelli e al suo decreto “agguato” notturno.

  1. Perché iniziare la fase 2 il 30 aprile quando a livello nazionale partirà il 4 maggio?
  2. Che senso ha aprire ristoranti, bar e pizzerie senza ritirare la precedente ordinanza di divieto di mobilità da comune a comune?
  3. Perché essere contro la riapertura dei confini regionali?

Sembra solo un gesto di forza, di imperio tipico dell’arte della guerra. Buttarla a caciara per confondere l’avversario ma soprattuto per alzare la posta in gioco o molto più: smetterla di essere una pulce in mezzo a tanti pseudo giganti. E l’unico modo per rimescolare le carte e stabilire un ordine delle priorità  è spiazzare. Poi si vedrà. Si conquisterà pure lustro, visibilità e fiducia ma a quale prezzo? La verità, ce l lo diranno i dati delle terapie intensive fra 21 giorni.

LE REAZIONI DEI SINDACI

L’IRONIA DI FALCOMATA’

“A volte la realtà supera la fantasia. Non si gioca sulla pelle e sulla salute dei cittadini.
Spero che la notte porti consiglio, in caso contrario ci determineremo di conseguenza.
Intanto chiedo a tutti voi di mantenere la calma, ne parliamo domattina”. Così scriveva ieri notte il sindaco della città metropolitana di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, allegando un simpatico meme.

MORMANNO: SERVE PRUDENZA
Invita alla prudenza il sindaco di Mormanno Giuseppe Regina:

“Essere cauti e non cedere a facili entusiasmi, solo perchè da qualche giorno registriamo pochi casi di contagio in più in Calabria, regione dove lo ricordo ancora sono troppo pochi i tamponi fatti sulla popolazione, è un atto di responsabilità verso i cittadini e verso i sacrifici che tutti in questi mesi abbiamo prodotto per contenere la portata del Coronavirus. Il nostro fragile sistema sanitario non sarebbe in grado di sopportare una escalation di contagi e ricoveri. Ricordo che siamo in attesa di conoscere l’esito dei tamponi di decine di cittadini di Castrovillari e del territorio per cui per quel che ci riguarda riteniamo che in questo momento ogni scelta deve essere ponderata e condivisa. Come sindaci in questo periodo abbiamo prodotto un grande sforzo di controllo ed assistenza alla cittadinanza, abbiamo più volte, in sintonia con i Dpcm e le indicazioni degli esperti che affiancano il Governo nazionale, invitato alla prudenza, al distanziamento sociale, alla responsabilità dei cittadini nel combattere insieme a noi la battaglia per la diminuzione del contagio. I cittadini hanno dimostrato una grande capacità di ascolto e corresponsabilità che oggi non deve essere vanificata con la fuga in avanti di scelte che sembra un azzardo più che un gesto di fiducia. Se una task force nazionale ha stabilito e programmato riaperture scaglionate che sono frutto di studio, proiezioni, e soprattutto immagine di un Paese che si muove all’unisono per uscire da questa grave emergenza sanitaria, affrettare decisione e ripartire sulla base di un appello alla fiducia dei cittadini appare, oggi più che mai, un salto nel vuoto che non ci possiamo permettere. Serve piuttosto capire con certezza quale saranno le modalità di riapertura, quali le misure che Regione e comuni dovranno seguire per uniformare un sistema produttivo ed economico che ha voglia di ritornare protagonista dello sviluppo, insieme a turismo ed agricoltura, che per molte settimane è rimasto soffocato dall’emergenza. È necessaria una cabina di regia regionale per indirizzare la reale possibilità di ripartenza che permetta agli esercenti di ritornare alla normalità in tutta sicurezza. Regole chiare e burocrazia snella che sia capace di accompagnare la fase 2 di convivenza con il virus in piena sicurezza per operatori e cittadini.
Sul nostro territorio è quello che faremo dal 4 maggio, dialogando in maniera chiara con gli operatori che sappiamo essere i più colpiti dallo stallo della prima fase e che hanno tutta la nostra solidarietà ed attenzione. È a loro che guardiamo con attenzione per consentirgli di esercitare la loro professione nel massimo del rispetto delle norme di sicurezza”.

 

Flavio Stasi

LA RIFLESSIONE DI STASI

“Stiamo valutando, se necessario, l’emissione di una ulteriore ordinanza che ribadisca ulteriormente il medesimo dispositivo. Capisco la sincera volontà di alcune attività, in grave difficoltà, di aprire e mi spiace, ma questo non è il momento di fare confusione. Il ritorno alla quotidianità deve essere ponderato”. Così Flavio Stasi, sindaco della città Corigliano-Rossano.

IL NO DI LAMEZIA TERME

“È vero che la Calabria è Regione interessata ad oggi in maniera marginale dall’epidemia Covid 19.

Ciò anche per le condivisibili misure sinora adottate dalla Regione Calabria e per il rigore nell’osservare le prescrizioni indicate.

Non è però ora il momento di operare strappi laceranti rispetto alle indicazioni date dalla Comunità Scientifica ed il ritorno alla auspicata normalità dovrà avvenire gradualmente e verificandone passo dopo passo gli effetti; non si può rischiare di vanificare i sacrifici immensi che da due mesi sopportano i nostri concittadini.

Pertanto, il Comune di Lamezia Terme adotterà domattina ordinanza con la quale bloccherà da subito l’applicazione del provvedimento della Regione Calabria del 29 aprile e continuerà ad adeguarsi alle prescrizioni nazionali ed a quanto stabilito nelle ordinanze sindacali emesse o da emettere.

Dobbiamo salvaguardare la nostra salute ed il nostro futuro”.