I tamponi della Protezione civile nelle mani di Poggi…

Nel corso di una riunione all'Asp di Cosenza spunta il proprietario di Villa Torano (con il figlio) e annuncia che è in possesso di 500 boccettine fornite dalla Prociv (non è dato sapere però a che titolo). I test rifatti per via del “guanto” (processati al Mater Domini, dove peraltro s'è dimesso misteriosamente il direttore sanitario) non hanno ancora dato esito mentre emergono altri 16 positivi certi. Sulla carta si potrebbe viaggiare già attorno ai 90 contagiati

Il malcapitato proprietario della rsa di Chiaravalle Centrale, che è finito nell’Arena di Giletti e sulle prime pagine di tutti i media nazionali, si starà chiedendo se esiste un Covid-19 di serie A e uno di serie minore. Un virus per i più “fortunati” e un altro che ti ammazza due volte. A lui la rsa è stata chiusa, ovviamente. E con un numero di contagiati importante ma non esilarante. Nessuno gli ha mai offerto mezzi del 118 per trasporto malati o non malati a costo zero e soprattutto nessuno gli ha mai “offerto” 500 boccettine per tamponi direttamente forniti dalla Protezione civile (naturalmente su eventuale disposizione del dipartimento Salute). A lui no, e siamo al Covid di serie inferiore. Ma a Massimo Poggi probabilmente sì e non è dato sapere a che titolo né sotto quale specie di dicitura formale il tutto sarebbe accaduto. Già, la Prociv, la divisa più neutra ed essenziale che c’è in giro di questi tempi e in materia di emergenza sanitaria. Sarebbe stato direttamente il proprietario di Villa Torano (e delle rsa di Mottafollone e Spezzano) a comunicarlo de visu nel corso di una riunione della taske force Covid all’Asp di Cosenza. Anche qui non è dato sapere a che titolo il “capitano” di Villa Torano si sia materializzato dentro via Alimena a Cosenza assieme al figlio. Sulla carta un vertice interno al dipartimento che deve fare il punto sul rischio contagio nel territorio Asp ma “l’avvento” (inatteso?) è stato comunque utile a rassicurare che per i tamponi attorno a Villa Torano ci avrebbero pensato direttamente le boccettine della Protezione civile. E siamo al virus di serie superiore, evidentemente.
C’è attesa intanto per l’esito dei tamponi completamente rifatti per via dell’ipotetico e misterioso “guanto contagioso”. L’operatore della rsa di Torano che avrebbe prelevato il campione usando sempre e per tutti lo stesso guanto (che però, a quanto pare, non ha tecnicamente possibilità di entrare a contatto con il materiale prelevato). L’esito di questi tamponi rifatti ancora non c’è, nonostante una discreta campagna di confusione mediatica che non è dato sapere se partorita per errore o per dolo. Vale solo la pena di ricordare che si parte da 72 casi potenzialmente positivi, quelli lavorati col “guanto” sospetto. I nuovi prelievi dovrebbero partorire in giornata il loro esito, sono in corso di lavorazione al Mater Domini di Catanzaro dove nottetempo (e non è davvero chiaro il perché) s’è dimesso clamorosamente il direttore sanitario. Che le sue gambe levate possano avere a che fare con il “processo” ai tamponi rifatti? Nessuno può dirlo, non basterebbe il lavoro di due procure incrociate a stabilirlo (quella di Catanzaro e quella di Cosenza). Di sicuro l’esito non potrà tardare più di tanto anche perché, suggeriscono gli esperti, si deve andare avanti altrimenti rischiano di negativizzarsi gli infetti. Rimanendo contagiosi in bassa frequenza. Nel frattempo però si aggiungono altri positivi, questa volta “certi” e senza guanti “inquinanti”. Sono 16, su 97 contatti potenzialmente a rischio. Campioni prelevati per la prima volta su persone che hanno avuto contatti con i primi operatori o pazienti risultati infetti. Un numero a cui, potenzialmente, deve poi aggiungersi l’altro, quello del “guanto”, i 72 positivi della prima ora di cui si attende il “processo” dei prelievi direttamente dal Mater Domini. Così da girare attorno ai 90 casi, tra potenziali e certi. Niente male per una situazione che il sindaco di Torano giusto ieri ha definito decisamente sotto controllo. Non resta che fare il tifo per lui e credergli, soprattutto. Anche perché in caso contrario potrebbe essere il primo a risponderne e non v’è motivo di ritenere che uno possa agire contro se stesso…

I.T.