Pd, gli stracci tra Belcastro e Bevacqua

Che ci sia tensione nelle viscere del Pd di Calabria è quasi purile sottolinearlo. Sterile. Altro è il quadro decadente (e deprimente) che sta emergendo di ora in ora. Da un lato i “nemici” post mortem di Oliverio, quelli di fine legislatura. Quelli che si arrampicano niente di meno che al verbo di Oddati, esegesi di un perfetto burocrate a tratti sconosciuto che rappresenta la foto di un partito inimmaginabile fino a non molto tempo fa. Dall’altro, e specularmente, gli “amici” di Oliverio che spesso e volentieri sono sindaci o linee del fronte in corto circuito con “questa” Roma. Il confine tra “nemici” e “amici” è però così sottile, impalpabile, che accade volentieri che uno che stava di qua salta il fosso o il suo contrario. È il caso di Mimmo Bevacqua, tanto per dirne uno. Protesi di Oliverio per 10 anni in Provincia e per almeno 3 in consiglio regionale. Fino al progressivo e più recente distacco, che molti considerano generato da ragioni che hanno a che fare con il bene del Paese. Vedute “cosmiche” diverse… E allora l’altra sera proprio Mimmo Bevacqua manda un messaggio al sindaco di San Giovanni in Fiore, Belcastro. Gli scrive, in privato, che secondo lui l’intervento a difesa di Oliverio non poteva che essere stato “partirito” in stato di ebrezza. Sì, insomma, Belcastro sarebbe stato ubriaco secondo Bevacqua. Il sindaco di San Giovanni non la prende bene. Bevacqua cancella subito il messaggio ma troppo tardi. Belcastro lo pubblica e lo rende trasparente insieme ad una sua risposta. Della serie, questo Bevacqua è lo stesso che anni fa a cena mi parlava di Oliverio come fosse Mosè e che confidava e in posto alla Provincia in caso di mancata elezione in consiglio regionale? Non sappiamo se è lo stesso. Probabilmente sì. L’unica cosa certa è il fango che schizza e che schizzerà sempre più, ormai. Fortuna, per il Pd, che Oddati ha chiesto unità…