Casa Corigliano, l’Arcidiocesi batte cassa per adeguamento tariffe del centro accoglienza per malati

La Regione e il commissario Scura devono rispondere. Illegittimo il silenzio sulle tariffe. “Sul ricorso numero di registro generale 317 del 2017, proposto dalla Arcidiocesi di Reggio Calabria – Bova Comunità di Accoglienza O.N.L.U.S., in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso dall’avvocato Giorgio Vizzari, con domicilio eletto presso il suo studio in Reggio Calabria, via Rausei, 38; contro l’Azienda Sanitaria Provinciale n. 5 di Reggio Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., non costituito in giudizio; il Commissario per l’Attuazione del Piano di Rientro del Settore Sanitario della Regione Calabria non costituito in giudizio rappresentato e difeso per legge dall’Avvocatura Distrettuale di Reggio Calabria, domiciliata in Reggio Calabria, via del Plebiscito, 15; la Regione Calabria, in persona del legale rappresentante p.t., rappresentato e difeso per legge dall’Angela Marafioti, domiciliata in Catanzaro viale Europa; per la declaratoria della illegittimità del silenzio serbato dalle amministrazioni resistenti sull’istanza e diffida della ricorrente del 28 novembre 2016 tesa ad ottenere il dovuto adeguamento del suo regime di convenzionamento e della retta giornaliera (o tariffa),corrisposta per ciascun paziente residente presso la sua struttura di residenza sanitaria denominata “Casa Corigliano”. La ricorrente O.N.L.U.S gestisce la struttura residenziale denominata “Casa Corigliano” destinata all’accoglienza ed alle cure di uomini con disabilità mentale, affetti da patologie psichiatriche non in fase acuta. Con il Decreto Regionale n. 11103 del 29 luglio 2010 è stato autorizzato in via definitiva il funzionamento di Casa Corigliano come “Casa Famiglia” per disabili mentali, mediante la sua iscrizione al relativo albo regionale, per l’ospitalità e l’assistenza di n. 12 utenti. I rapporti tra l’ ASP e la struttura sono regolati per mezzo di contratti transitori (cosiddetti contratti-ponte) periodicamente rinnovati. 2. Con il ricorso in esame, la ricorrente – rappresentando la necessità di ottenere un adeguamento tariffario della retta corrisposta dall’ASP per le prestazioni rese – chiede che venga dichiarata la illegittimità del silenzio serbato dalla amministrazione in ordine alla conforme istanza presentata in data 28 novembre 2016. La ricorrente, infatti, ha chiesto all’ASP che la retta erroneamente determinata in euro 45,90 per ciascun paziente venga aumentata ad euro 61,39. Il Tribunale Amministrativo Regionale per la Calabria Sezione Staccata di Reggio Calabria definitivamente pronunciando sul ricorso n. 317 del 2017, come in epigrafe proposto, così dispone: – dichiara l’illegittimità del contegno omissivo serbato dalle amministrazioni resistenti sull’istanza di adeguamento tariffario presentata dal ricorrente in data 28 novembre 2016; – dichiara, altresì, l’obbligo delle predette amministrazioni di provvedere mediante adozione di espresso provvedimento entro il termine di giorni 90 (novanta) decorrente dalla notificazione, o, se anteriore, dalla comunicazione in via amministrativa della presente sentenza”.