Fake news e bufale, Neuromed contro le “malattie dell’informazione'”

L’importanza di trovare strumenti di credibilità che contrastino la disinformazione e le fake news, vera e propria “patologia dell’informazione” dei nostri tempi, che nel campo della medicina e della salute in genere sta avendo effetti diretti, immediati e negativi. Sono anche questi i pilastri sul quale si fonda il centro di ricerche dell’Irccs Neuromed di Pozzilli (Isernia).

A illustrare la bontà del progetto anche il Sole24ore in un suo recente articolo .

Secondo Giovanni de Gaetano, presidente Irccs Neuromed,le fake news “mettono in risalto un problema della societa italiana, ovvero quello della dissociazione tra cultura classica e cultura scientifica. Su questo dobbiamo lavorare molto – ammonisce – coinvolgere i ragazzi con programmi nelle scuole. I giovani – ribadisce – devono capire che non si può parlare ‘per sentito dire’ o per ideologie o slogan. Ogni affermazione deve essere documentata e basata sull’evidenza”.
Spiegare il loro lavoro di ricerca e fare da argine alla disinformazione. La vita dei ricercatori è difficilissima e per arrivare a dei risultati ci vogliono anni di duro lavoro. Ecco perché gli scienziati dovrebbero essere delle sentinelle a disposizione dei cittadini per aiutarli ad avere informazioni rilevanti in tema di salute. Per Neuromed, la scienza deve invadere il dibattito pubblico.
Per Luigi Frati, direttore scientifico dell’Irccs Neuromed, nella lotta alle fake news “è importante il coinvolgimento dei mass media, perché il prodotto della ricerca scientifica finisce su pubblicazioni quasi ad uso esclusivo degli addetti ai lavori. Il mondo dell’informazione è importante perché può fare da rimbalzo a queste notizie, a quelle vere, che possono portare beneficio ai cittadini”, ha sostenuto Frati.
Dello stesso avviso il presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa: “Per contrastare questo fenomeno dobbiamo investire in cultura, sensibilizzare i nostri interlocutori ad aggiornarsi, per non essere tratti in inganno. Gli operatori dell’informazione devono poter essere in grado di veicolare informazioni veritiere, accertate. Anche perché nel campo della sanità le fake news possono fare davvero male, e mettere a rischio la salute delle persone”, conclude.