Il gruppo del Pd a Vibo insieme a Marina Sereni per difendere la sanità pubblica

Bevacqua: «Occhiuto parla di riforme inesistenti e intanto premia le strutture private». Sereni: «Autonomia differenziata da bloccare subito»

Ancora la sanità al centro dell’azione politica del gruppo del Pd che ieri ha svolto due diverse iniziative a Vibo e a Lamezia per chiedere una svolta al Commissario Occhiuto e investimenti concreti a sostegno della sanità pubblica.

Agli incontri, oltre ai consiglieri regionali dem, hanno preso parte la responsabile nazionale per la sanità del partito Marina Sereni e i rappresentanti dei medici, degli infermieri, del terzo settore e delle organizzazioni sindacali.

Dopo l’iniziativa che ha avuto luogo a Cosenza qualche settimana fa, con la partecipazione dei rappresentanti dem di cinque Consigli regionali italiani, e la presentazione di una proposta di legge per l’aumento degli investimenti nella sanità pubblica, il Pd ha scelto di essere a Vibo in un luogo simbolo dei fallimenti della programmazione regionale. Il consigliere regionale vibonese Raffaele Mamomoliti ha sottolineato come la Comunità vibonese aspetti da tempo la realizzazione di un nuovo ospedale che continua ad essere avvolta dalle nebbie, senza che dal governo regionale arrivi nessun segnale concreto.

A Lamezia, invece, si è discusso di “Bisogni, scenari e strumenti della medicina di prossimità”, con un articolato dibattito aperto dal consigliere Alecci. La vicepresidente della Commissione “Sanità” di palazzo Campanella Amalia Bruni ha evidenziato tra le criticità da superare la ricontrattazione del debito del comparto, un’altra questione sulla quale i risultati ottenuti dalla gestione Occhiuto sono pari allo zero.

Il capogruppo Mimmo Bevacqua, dopo aver espresso la soddisfazione personale e del gruppo per il buon esito delle tante iniziative messe in campo a tutela del diritto alla salute, si è soffermato sulla necessità di potenziare la sanità pubblica: «Il governatore Occhiuto ha già stanziato il cosiddetto extrabudget per le strutture private fino al 2026. Si tratta di una scelta a vantaggio del privato che avrà ripercussioni sulle strutture pubbliche e va nella direzione esattamente contraria alla soddisfazione delle esigenze dei cittadini calabresi. Da tempo chiediamo interventi a sostegno della sanità pubblica e universalistica e abbiamo anche presentato una proposta di legge ad hoc senza avere nessuna risposta dal governo regionale. Né sono arrivate risposte dai direttori delle Asp ai quali avevamo chiesto i documenti contabili di gestione e un incontro per verificare le condizioni di ogni singola azienda. Incomprensibile che non sia arrivata ancora alcuna risposta».

La responsabile nazionale del Pd Sereni ha assicurato il pieno appoggio del Pd nazionale alle iniziative del partito calabrese e lanciato l’allarme sulle conseguenze nefaste che potrebbe avere sul comparto l’eventuale approvazione della proposta di autonomia differenziata voluta dalla Lega. «In un quadro già difficile – ha detto Sereni – e con la sanità del Mezzogiorno che avrebbe bisogno di maggiori risorse per potenziare strutture e procedere a nuove assunzioni, l’autonomia differenziata potrebbe essere un colpo letale».