La quarta ondata parte dalla Calabria

Dati Agenas e Iss: è la regione più colpita

Questa settimana 9 Regioni sono sopra la soglia di allerta del 15% per l’occupazione dei reparti da parte di pazienti Covid. Sono: Abruzzo (19%); Basilicata (23,4%); Calabria (31,3%); Lazio (16,1%); Marche (16,4%); Puglia (18,8%); Sardegna (21%); Sicilia (23,3%); Umbria (27,6%).
Nessuna Regione supera invece la soglia di allerta del 10% per l’occupazione delle terapie intensive. L’incidenza dei casi Covid supera il valore di 1000 per 100mila abitanti in 3 Regioni: Calabria (1079,3); Puglia (1060,2); Umbria (1588,4). Lo evidenzia, secondo quanto si apprende, la tabella sugli indicatori decisionali del monitoraggio settimanale.
In 9 regioni su 21 aumentano i ricoveri negli ospedali e sale la percentuale di positivi ai test molecolari, che a livello nazionale è passata negli ultimi 14 giorni dal 9,5% al 15%. Lo indicano le analisi del matematico Giovanni Sebastiani, dell’Istituto per le Applicazioni del Calcolo “M. Picone”, del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr). «Diverse regioni mostrano un trend di crescita della percentuale dei positivi ai test molecolari e in 9 su 21 aumenta contemporaneamente l’occupazione dei reparti ordinari o di terapia intensiva», osserva l’esperto.
Tra le 9 regioni, le condizioni più critiche si riscontrano in Calabria e in Umbria. In Calabria l’occupazione dei reparti ordinari è di circa il 31%, con un aumento medio di circa 0.57% al giorno e l’incidenza negli ultimi sette giorni è di 1.030 casi per 100.000 abitanti; in Umbria l’occupazione dei reparti ordinari è di circa il 28%, con un aumento medio di circa lo 0.64% al giorno e l’incidenza è di 1.550 casi a settimana per 100.000 abitanti. Altre regioni nelle quali si rilevano incrementi sono: Sicilia (occupazione dei reparti ordinari al 23% con un aumento medio giornalieri dello 0.31%, incidenza 910), Puglia (19%, 0.08%, 1.020), Toscana (13%, 0.15%, 830) e Lombardia (8%, 0.18%, 450); in Sardegna sono in aumento sia i reparti ordinari (21% e 0.31% al giorno), sia le terapie intensive (9% e 0.18% al giorno), con 840 casi a settimana per 100.000 abitanti; situazione analoga per la Campania, col 14%, 0.09% al giorno nei reparti ordinari, e il 6%, 0.41% al giorno per le terapie intensive, con 740 casi a settimana per 100.000 abitanti; nella provincia autonoma di Bolzano le terapie intensive sono in crescita (5%, 0.69% al giorno) e i nuovi casi a settimana sono 800 per 100.000 abitanti).
Il matematico osserva che «è interessante notare che l’inizio della crescita dei reparti ospedalieri in Calabria e Umbria è avvenuto circa 12 giorni fa, mentre nelle altre regioni circa 5-7 giorni fa. Questo – osserva fa ipotizzare che l’inizio di questa espansione in Italia sia avvenuto proprio in queste due regioni».
Per Sebastiani «è utile ricordare che le soglie per la zona gialla e arancione per i ricoveri nei reparti ordinari sono rispettivamente 15% e 30%, mentre la soglia per l’incidenza che garantisce il tracciamento dei casi è 50 casi a settimana per 100.000 abitanti». L’esperto rileva quindi che «all’orizzonte c’è la stagione primaverile, che indurrà una mitigazione dell’epidemia, ma sarebbe opportuno iniziare l’allentamento delle misure dopo che il trend di aumento della diffusione attuale sia di nuovo invertito. Così facendo – osserva – ci sarebbe un contenimento dell’occupazione ospedaliera e dei decessi, che la scorsa settimana segnavano una media di circa 140 morti al giorno e mostrano segni di aumento. Purtroppo, l’importanza data dalle istituzioni e dalla massa agli aspetti economici e sociali è maggiore, come del resto già avvenuto nello stesso periodo del 2021».