Quel reparto Covid senza medici e con in prestito letti e infermieri della Rsa del piano di sotto…

Cariati, il paradossale caso dell'ospedale “Cosentino”. Si annunciano in pompa magna 10 posti dedicati alla lotta alla pandemia ma in realtà si tratta solo di un gioco di prestigio...

Doveva essere un mini reparto Covid aperto in tempi record, più che eccezionali. Ben 10 postazioni interamente dedicate alla cura dei pazienti infettati dal Coronavirus. E record è stato, si tratta poi di approfondire però sotto quale forma e veste.
Siamo a Cariati, terra di frontiera con l’ospedale “Cosentino” eterna intifada sanitaria e politica tra riapertura e alienazione. La regnanza regionale (e di lì appresso sottoforma di Asp) decide che si possono e si debbono dedicare nel presidio 10 posti interamente dedicati ai pazienti Covid, evidentemente con percorsi e monitoraggi garantiti. Pochi giorni (più o meno 15 dal sopralluogo del commissario Asp La Regina e a pochi dalla verifica del responsabile della sicurezza dell’Asp) e il “miracolo” sembra davvero a portata di mano. Dal nulla, dalla linea del “fronte” di Cariati, niente di meno che 10 posti nuovi di zecca interamente dedicati ai pazienti Covid.
Pronti quindi per “il taglio del nastro” al miracolo del basso Jonio cosentino? Piano, prudenza. Perché prestando fede ad uno sguardo più attento e approfondito al vero stato dell’arte viene fuori, neanche lentamente, tutta un’altra verità. Che somiglia non poco ad un gioco di prestigio, una specie di film di Totò riadattato ai tragici tempi di oggi.
Una tinteggiata alle pareti, 10 letti ripuliti e saliti dal piano di sotto, una pulitina qua e là ed ecco il secondo piano dell’ospedale “Cosentino” di Cariati con i posti dedicati ai pazienti Covid. E per di più, questo il vero “miracolo” al contrario, senza nemmeno l’ombra di un medico in corsia ma solo infermieri presi in “prestito” (come i letti, del resto) dalla Rsa medicalizzata del piano di sotto, la struttura permanente Asp che staziona nel presidio anche in tempi di magra. Struttura già carente di personale di suo, e non da oggi. E che ora si trova pure nelle condizioni di salire con i suoi infermieri al piano di sopra per monitorare i pazienti Covid, ovviamente senza nemmeno la parvenza di un medico in giro. Del resto di camici bianchi ve ne sono rimasti davvero pochi a disposizione. Più o meno tutti, o quasi, precettati da una coop esternalizzata che cura la formazione “dell’esercito” dei vaccinatori, che notoriamente vive di esuberi rilevanti. Tutti a voler vaccinare, i medici, naturalmente non solo per spirito missionario. Con la poco produttiva risultanza d’avere più vaccinatori che vaccinati in giro e soprattutto nessun medico nel reparto Covid di Cariati che si fa prestare letti e infermieri dalla Rsa del piano di sotto.
Qualche buontempone rispolvera la narrazione che per far sembra l’Italia forte e potente si fecero girare i carrarmati in tondo, perché il loro numero sembrasse maggiore di quello effettivo. Però poi l’Italia perse la guerra…

I.T.