Giudiceandrea “lascia” per eccesso di voti (prima dei voti…)

Esilarante "addio" dell'ex consigliere regionale in quota de Magistris

Il gotha della stampa internazionale è riunito di gran fretta nelle ultime ore, un fuggi fuggi dagli Emirati agli States passando per la Russia e la Francia. Fuoco concentrico per analizzare mediaticamente un fenomeno calabrese che rischia di sconvolgere l’etica politica dei prossimi 100 anni. Un (ormai ex) candidato al consiglio regionale (Giuseppe Giudiceandrea) lascia preventivamente la contesa perché, a suo dire, sente troppo consenso attorno a sé. Rischia di prendere troppi voti. Sì, proprio così. C’è chi abbandona perché non ritiene giusto e costruttivo acchiappare troppe schede così da umiliare gli altri.
Un notizione. Una sortita epocale. Una bomba mediatica e sociologica per almeno 2 ragioni.
La prima, quella più espositiva. L’ultimo a memoria di uomo occidentale che s’è sacrificato per gli altri proprio quando sentiva troppo consenso attorno a sé risale a 2021 anni fa, più o meno. Era nato in una grotta.
L’altro di scoop ha a che fare con una rivelazione che manco Natuzza. Giudiceandrea dice di lasciare la competizione perché ha “contato” troppi voti per lui. Già, ma quali voti se ancora non si è votato? Valgono preliminarmente quelli scritti a matita sulla spiaggia o magari inviati via email o tramite Facebook? Chissà. Ve ne sarebbe persino una terza di notizia, per gli amanti del “prurito” un perla cult. Giudiceandrea lascia la contesa perché sarebbe stato troppo facile per lui entrare in consiglio regionale. E così rinuncia di fatto a 5 anni di legislatura che ad occhio e croce valgono mezzo milione in banca. La stampa estera è molto incuriosita da quest’ultimo aspetto. Ma sbaglia, perché non conosce i fatti e la profondità dei profili. Giudiceandrea avrebbe devoluto ad una scuola di formazione politica tutto il suo compenso. Così come del resto ha già fatto dal 2014 al 2020…

I.T.