L’ospedale da campo di Cosenza, il “pacco” di Guerini (e Bevacqua…)

In origine 40 posti letto e una nidiata tra medici e infermieri a carico del ministero. Ottimo alleato dell'Annunziata contro il Covid (che all'epoca non c'era). Oggi (che il virus c'è davvero) ridotto a poco più di un centro vaccinale. Guerini dà il via libera per il ripristino del presidio, ma stavolta i “camici” ce li deve mettere l'Asp e l'azienda ospedaliera. Che ovviamente non ne hanno...

Un ottimo alleato dell’Annunziata di Cosenza contro il Covid, naturalmente quando il Covid non c’era da queste parti o c’era molto poco. Oggi invece che il virus morde per davvero area urbana e intera provincia ecco che l’ospedale militare da campo di Vagliolise è “ridotto”, se va bene, a centro vaccinale. Si inoculano fiale sotto la tenda costruita per consentire all’Annunziata di non soccombere sotto i colpi micidiali del Covid. Solo e soltanto vaccini, sia pure in “divisa”.
E dire che la tenda con l’ospedale militare da campo dentro non era stata pensata per ruoli di decorazione marginale in questa “guerra”. A partire dal costo, un milione di euro. Dai posti letto, ben 40. E dal laboratorio per tamponi. L’intero apparato medico e infermieristico, in origine, a carico del ministero della Difesa. E che armamentario, verrebbe da dire. Una trentina, più o meno, in tutto. Un cardiologo, uno psichiatra, un patologo clinico, un immunologo ematico, un ortopedico, un chirurgo toracico, un medico del 118, un radiologo, un farmacista. E poi 4 infermieri di area critica, 2 tecnici anestesisti, 2 strumentisti, 2 infermieri emergenza-urgenza, un infermiere per la rianimazione, uno per sala operatoria, uno esperto in defibrillazioni.
Di tutto e di più dentro e sotto la tenda che con 40 posti letto ben supportati da personale medico e infermieristico avrebbe potuto dare una grossa mano all’Annunziata collassata dal Covid. Avrebbe potuto, per l’appunto. Perché ora, invece, sotto la tenda si somministrano solo vaccini e della trentina tra medici e infermieri “militari” in origine messi a disposizione dal dicastero di Guerini ne sono rimasti, in “battaglia”, numeri che ci stanno larghi in una mano. Una vera “ritirata spagnola” e in divisa, naturalmente perché nel frattempo è stato rivisto l’uso e la funzionalità dell’ospedale da campo. Oggi il ministro Guerini, sollecitato e per tramite del capogruppo Pd Bevacqua, fa filtrare che è possibile ripristinarlo, l’ospedale. Che da parte del ministero non ci sono ostacoli rispetto alla nuova entrata in funzione del presidio. Con una “piccola” differenza però, rispetto a prima. Stavolta il personale medico deve mettercelo l’Asp e l’azienda ospedaliera, che naturalmente non ne hanno sennò lo impiegherebbero dentro gli ospedali e non fuori. Per il resto la tenda può rimanere al suo posto e riprendere a funzionare a pieno regime, rassicura il ministro. Senza esagerare con le divisi militari però…

I.T.