Lo “schema” Napoli, de Magistris ora punta (davvero) la Cittadella

Sondaggio che sorride assai all'asse Pd-Cinquestelle (targato Conte) all'ombra del Vesuvio. Stravince Fico, con l'elettorato dem che non è disposto a votare i suoi eventuali candidati (Manfredi o Amendola). Ruolo non marginale (il 16%) dell'area del sindaco uscente e candidato alla presidenza della Regione Calabria. È questo il “modello unico” del centrosinistra su scala nazionale?

Vedi Napoli e poi capisci, più che muori. Eterno laboratorio, incrocio decisivo quando è andata peggio, che fa dell’ombra del Vesuvio “palestra” e “vetrina” di ciò che potrebbe accadere più o meno dappertutto. È sempre andata così.
Del resto deve esserci una ragione se il destino del centrosinistra versione sperimentale (asse cementificato Pd-Cinquestelle, naturalmente targato Conte) si gioca proprio a Napoli la sua “semifinale”. E guarda caso, ma un caso non lo è mai stato, anche i destini di Calabria (e del centrosinistra) passano proprio dagli equilibri e dagli “schemi” partenopei.
C’è il sindaco uscente de Magistris a correre per la presidenza della Regione, come è noto. Ma c’è anche un municipio napoletano da rieleggere nello stesso giorno della Cittadella e chissà se la coincidenza avrà convinto i più scettici del fatto che de Magistris tutto è venuto a fare, in Calabria, fuorché il turista in versione esclusivamente “civica”. “L’ombra” del progetto unico, inconfessato da Oddati e sconosciuto dal commissario Graziano inizia a materializzarsi in qualche modo. Quantomeno a prefigurarsi. Da Napoli, ovviamente. E sennò da dove.
C’è un sondaggio (commissionato da “il Sussidiario”) che la dice più o meno tutta in materia. Per il Comune di Napoli il centrosinistra versione Pd-Cinquestelle (Conte) più il resto del circondario civico strapazza letteralmente gli avversari. È il presidente della Camera Fico a intestarsi la cavalcata elettorale, quantomeno secondo il sondaggio.
Un Pd nella mano di un giovanissimo gruppo dirigente, fondamentalmente di sinistra, assai mal visto dal governatore De Luca, e un Movimento 5 Stelle più popolare e di sinistra di quello nazionale, che ha sposato da subito la svolta di governo guidata da Conte e Di Maio. Questa la combinazione che risulterebbe assai vincente.
Il sondaggio commissionato dal Sussidiario a Quorum conferma in sintesi la validità di questa scelta. O più precisamente l’alto gradimento che dovrebbe – sempre secondo il sondaggio – raccogliere la proposta da parte di un’alleanza Pd-5Stelle dell’attuale presidente della Camera Roberto Fico come probabile nuovo sindaco della città. Ancor prima di essere ufficialmente presentata, la candidatura di Fico raggiunge una percentuale molto alta di gradimento (oltre il 40%), trainata da una significativa intenzione di “voto politico” per i due partiti (M5s al 36%, il Pd al 20%). Il sondaggio aiuta a capire i comportamenti dei due elettorati a sostegno dell’accordo. Ma c’è di più, molto di più. Confrontando ad esempio il dato raccolto da Fico con il gradimento per altri potenziali candidati (di espressione Pd come l’ex ministro dell’università Manfredi e il sottosegretario agli Affari europei Amendola) si registra, paradossalmente, una maggiore compattezza dell’elettorato Pd su Fico, a fronte di un probabile spostamento su Bassolino e Clemente in presenza di candidati del proprio partito.
Sì, proprio così. L’elettorato Pd napoletano più disposto a votare Fico sindaco che un esponente del proprio partito. Segno evidente che il messaggio di un nuovo e unico centrosinistra è passato, è entrato, a Napoli. Non marginale, sempre secondo il sondaggio, il consenso attorno all’area che si rifà proprio al sindaco de Magistris, un 16% all’assessore Alessandra Clemente tutto da interpretare. Chiaramente esibita come “bandiera” autonoma dal sindaco nel prepartita napoletano ma che potrebbe entrare in squadra se il centrosinistra, come pare, farà partita unica.
È questo, quello napoletano, lo schema unico del centrosinistra in giro per il Paese? La caduta rovinosa dei De Luca e dei Bassolino e il disamore del voto dem verso gli eventuali propri candidati a sindaco dice qualcosa di definitivo in vista anche della sfida contemporanea per la Cittadella? Perché poi, l’incrocio che riguarda la Calabria, questo è. Riusciranno Pd e Cinquestelle (con “affaccio” su Conte) a fare gara unica nello stesso giorno in tutta Italia con candidati che sappiano unire quanto più possibile l’intero centrosinistra, polo civico compreso?
C’è chi è convinto che alla fin fine de Magistris piombando in Calabria ha solo portato il “messaggio” di una lettera (ancora non aperta) scritta da altri. E cioè che Napoli “chiama” e Catanzaro, in qualche modo, deve rispondere. Un sindaco di Napoli non si getta “gratis” nella mischia e senza paracadute. Serve anche lui ancora nel centrosinistra sotto il Vesuvio. Il contrappasso lo conoscono Zingaretti, Di Maio, Orlando, Fico, Oddati…

I.T.