La parabola del generale,  da “indagatore” a indagato…

Cotticelli è entrato con le “stellette” nella sanità di Calabria e ne è uscito con la richiesta di interdizione dai pubblici uffici per presunto falso in atto pubblico

Presunto falso in atto pubblico. Attestazione, sempre presunta, di requisiti di bilancio non veritieri e conseguente non adozione di relativi provvedimenti.
È entrato nella sanità di Calabria con le “stellette” da generale Saverio Cotticelli, il predecessore di Longo che voleva condurre nel “porto” della legalità la salute dei calabresi. Ne esce, se va bene, con una richiesta nei suoi confronti (insieme ad altri 8 tra cui Scura e Belcastro) di interdizione dai pubblici uffici, deciderà il gip dopo aver interrogato singolarmente gli indagati. Non proprio il massimo per un pubblico ufficiale.
Cotticelli in qualità di commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario non ha adottato, secondo la procura e secondo il gip, misure relative al parere negativo del collegio sindacale a proposito del bilancio d’esercizio 2017 dell’Asp di Cosenza. In altre parole avrebbe proceduto ugualmente all’approvazione e al nulla osta al bilancio pur in presenza di una bocciatura da parte del collegio sindacale.E per di più non avrebbe adottato provvedimenti di competenza entro i termini previsti dalla legge nel caso, che non ha considetato, della bocciatura del bilancio stesso.
C’è quindi il timbro anche di Cotticelli e dell’Ufficio del commissario da lui guidato nell’approvazione del bilancio 2017 dell’Asp di Cosenza che, secondo gli inquirenti, nasconde decine e decine di milioni di euro di cui s’è persa traccia. Ma le indagini, così come ha sottolineato il procuratore Spagnuolo, vanno avanti. Per tutti.

I.T.