«Così regaliamo la Regione al centrodestra…»

Il sindaco di Acri e dirigente Pd, Capalbo, non rinuncia a perseguire e chiedere l'unità di tutto il centrosinistra. «Irto è un candidato autorevole ma anche de Magistris lo è. L'ideale sarebbe scegliere chi tra i due intercetta di più la voglia di cambiamento altrimenti si va a sbattere...»

«Sì. Una settimana fa ho firmato il documento per Irto. È il candidato più autorevole del Pd. Ma anche de Magistris è un candidato autorevole e in ogni caso io non smetto mai di ambire all’unità di tutto il centrosinistra…».
Pino Capalbo, sindaco di Acri e componente l’assemblea nazionale del Pd, è protagonista in queste ore di una specie di “lodo” politico, un lavoro di tessitura pioneristica di tutto il campo del centrosinistra. Suo, nei giorni scorsi, l’appello a far fronte unico nel campo del centrosinistra non dividendosi tra Irto o de Magistris ma semmai puntando all’unificazione del progetto persino ricorrendo, in casi estremi, ad un referendum popolare tra i due. Purché non si viaggi divisi con due candidati. Il perché è nelle cose e nell’inevitabile prospettiva, secondo Capalbo. «Si va a sbattere». Fin qui il suo “lodo” proteso all’unità non è stato molto ascoltato, almeni nei bassi strati. Anzi, è partita la (mini) contraerei della raccollta firme dei sindaci a
sostegno di Nicola Irto. In principio 110, poi un centinaio, qualcuno sussurra che saranno una novantina alla conta finale, al netto di chi ha potuto firmare su fiducia il documento o persino a sua insaputa. È un classico e del resto quello dell’esibizione delle firme dei sindaci non è un inedito come scenario. A Mario Oliverio, tanto per intenderci, non ne sono bastate 330 di firme di sindaci per spuntare una candidatura. Ma tant’è. Nel mentre il “lodo” Capalbo spinge per l’unità ecco che viene mandata in stampa la raccolta firme per Nicola Irto.
Documento che ha firmato anche lei, però…
«Sì, certo. Irto è il candidato più autorevole del Pd. Io sono un dirigente del Pd, componente dell’assemblea nazionale. Non si può non essere d’accordo sul fatto che il Pd esprima una candidatura come partito. Su questo non si discute. Tuttavia…»
Tuttavia?
«E tuttavia ritengo che per evitare di consegnare la Regione al centrodestra bisogna allargare il perimetro. De Magistris è un candidato presidente autorevole al pari di Irto, il fatto che non sia calabrese non può essere certo un criterio di esclusione.
Occorre lavorare all’unità. La domanda che dovremmo porci è essenziale: chi fra i due risponde alla domanda di discontinuità che i cittadini chiedono? Occorre discutere, sempre che ci sia voglia da parte di entrambi gli schieramenti a farlo. Bisogna fare sintesi diversamente con le divisioni si farà il gioco del centrodestra».
Ma se la sintesi politica non arriva lei vede persino bene un referendum popolare?
«Si lo confermo. La mediazione è l’obiettivo, oppure una scelta popolare e ponderata tra le due candidature. Le ripeto, il nemico sta dall’altra parte del campo, non nello stesso campo del centrosinistra».
E però la sua firma per Irto non va esattamente in questa direzione…
«Non è così. La firma non va in questa direzione perché mi hanno chiesto il sostegno alla candidatura di Irto che ho dato da dirigente del Pd. Ma io rimango sempre della mia opinione. Bisogna lavorare per l’unità diversamente andiamo a sbattere.
Regaliamo un’altra volta la Regione al centrodestra…»

I.T.