Medici che scappano e direzione sanitaria nel pallone: il drammatico caso della rsa di Aprigliano

Il novembre “surreale” della residenza per anziani Villa Bianca. Nonostante il continuo e puntuale supporto dell'Asp di Cosenza la struttura ha visto liquefarsi tutti i requisiti organizzativi previsti dal dipartimento Salute della Regione (se mai ve ne sono stati...). Nel silenzio generale del commissario Bettelini...

Chissà quante rsa sotto assedio Covid avrebbero voluto avere tutte le puntuali e continue assistenze Asp di cui ha goduto Villa Bianca di Aprigliano. Sette sopralluoghi in 15 giorni, senza contare il “presidio” online h24, sotto la guida di Mario Marino che per quanto concerne l’Asp di Cosenza è una specie di “generale” su strada, affronta rischi e disavventure con spirito quasi garibaldino (medaglia d’onore d’obbligo per lui). Eppure nonostante tutto la direzione sanitaria della rsa del centro silano canta e porta la croce sui media in stile “abbandono”, della serie siamo stati lasciati soli. Resta da capire da chi, però. Con medici che scappano e nessuno in “panchina” pronto ad entrare la rsa Villa Bianca, per voce del direttore sanitario, “piange” desolazione mediatica con soli nove Oss, un infermiere e lui come medico. E una vagonata di Covid dentro, sono 33 al test del 20 novembre, tra ospiti e operatori. È il 15 novembre quando il dipartimento Prevenzione dell’Asp di Cosenza riceve la prima segnalazione. Ci sono ospiti positivi al Covid nella rsa di Aprigliano, l’esito è quello del test rapidi. Il 18 novembre il primo sopralluogo dell’Azienda sanitaria presso la struttura così da pianificare le misure organizzative visitando tutti gli ospiti. Ne viene fuori un verbale, dopo questo sopralluogo. Naturalmente consegnato al commissario dell’Asp Bettelini, che non è dato sapere se lo ha letto e con quali esiti, avrà avuto altro di cui occuparsi. Dopo di che parte l’ascalation, dei casi e delle visite dell’Asp di Cosenza. Al 20 novembre si contano, appunto, 33 positivi e l’Asp è lì con il prelievo per tamponi molecolari. A seguire visite mediche dell’Usca il 20 stesso, il 23, il 28, e persino una consulenza il 26 dello pneumologo che riscontra 5 criticità con una di queste che purtroppo nello stesso giorno degenera in decesso (tre sono stati trasferiti in ospedale e uno è rimasto in struttura). Altra “irruzione” il 30 che affianca ai test antigenici a carico della struttura altri 15 tamponi molecolari eseguiti dall’Usca. Ed è proprio sul finine del “novembre nero” che scatta la fuga del personale dalla rsa di Aprigliano. Un medico, alcuni operatori, due infermieri e un ausiliario se la danno a gambe (sono tutti negativi, il medico si autosospende e gli altri in malattia). La rappresentanza legale della rsa, va detto, collabora puntualmente alla rendicontazione della situazione informando quotidianamente tutte le istituzioni. Tanto per capirci, niente ombre a proposito della regnanza e della rappresentanza legale della struttura, completamente al servizio della trasparenza, a differenza di altre rsa come nel caso della prima ondata pandemica. È proprio la rappresentanza legale della rsa che ad un certo punto denuncia alle istituzioni che il personale è ridotto all’osso. Un medico, che è anche direttore sanitario, tre Oss, un infermiere ed un educatore. Tutto qui in organico. È il 27 novembre e sembra non avere seguito tanto appare come punto di non ritorno. Tre giorni dopo solo un incremento di Oss, da tre a nove, come sottolineato dallo stesso rappresentante legale (complessivamente sono 4 le unità di personale che hanno abbandonato la struttura). Ma non bastano, non possono bastare. Nel report è evidente l’inadempienza che è tutta della direzione sanitaria della struttura secondo i tecnici dell’Asp. «La carenza rispetto ai requisiti organizzativi previsti dal dipartimento Salute della Regione Calabria per le Rsa per anziani persiste in quanto mancano all’appello nella struttura di Villa Bianca un medico specialista, geriatra, un medico di assistenza primaria, un terapista della riabilitazione, 3 infermieri professionali, 2 educatori, uno psicologo e un assistente sociale». Un po’ come ricordare ad un allenatore che manca il portiere, il centravanti, il regista e lo stopper prima di iniziare una partita. Carenze enormi dentro la rsa per le quali «nessun obbligo giuridico è in capo all’Azienda sanitaria provinciale o ad altre istituzioni pubbliche relativamente alla necessità di vicariare la carenza denunciata». Come dire, anzi il report lo dice proprio, che «invece di adoperarsi a reclutare nuovo personale, anche tramite agenzia di servizi» la direzione sanitaria «si è limitata soltanto a denunciare il caso». Giusto per tornare “all’allenatore” di prima, se prendi 10 gol è difficile poi addossare all’arbitro le colpe. Chissà se il commissario Asp Bettelini ha avuto tempo e modo di leggere il report, presa dagli impegni com’è. Ancora un mese e anche per lei la Calabria sarà solo un ricordo, o un brutto incubo…

I.T.