Zingaretti “gela” le fughe in avanti

La linea del segretario Pd in vista delle urne che verranno (Calabria inclusa): strada unica con i Cinquestelle ovunque e candidati fuori dagli schemi “verticistici” di partito (e di movimento)

Non può bastare la traumatica interruzione di una legislatura regionale per farne poi una prossima tornata elettorale atipica, originale, a se stante. Perché è vero che la Calabria torna drammaticamente al voto per Cittadella e Palazzo Campanella in tardo inverno o inizio primavera (Covid permettendo) ma è anche vero che la partita si incastra nel mezzo di un paio di migliaia di Comuni sparsi per il Paese che riaprono pure loro i propri seggi. Alcuni di questi, municipi, grossi come una Regione e più prestigiosi di un ministero. Detta in altri termini, la partita è unica da Bolzano a Siracusa e si gioca a tutto campo con lo stesso schema d’inizio gioco. Questo, in estrema sintesi, il pensiero di Nicola Zingaretti spalmato in direzione. Ogni contrada ha retaggi suoi e un turno elettorale regionale è per conformazione assai diverso da quello dei Comuni ma stavolta il segretario nazionale dei Dem non lo offre l’alibi ai Cinquestelle (e a Conte). Governiamo assieme il Paese e andremo insieme negli angoli del Paese alla conquista di altri perimetri. Pd e Cinquestelle correranno, almeno allo start, a braccetto dappertutto e questo vale, manco a dirlo, anche in Calabria e per la Calabria. Questo l’orientamento di base. Poi, è chiaro, ogni competizione andrà incastrata con gli equilibri del tavolo nazionale e non deve suonare come misterioso se l’attenzione del Nazareno, soprattutto mediatica, non può che risentire degli accordi che si andranno a trovare per Roma, Napoli, Torino, tanto per dire. Non impossibile quindi immaginare che per quanto riguarda la Calabria Zingaretti possa procedere a tenere in debita considerazione gli umori dei Cinquestelle. Non proprio a concedere loro la nomination, ma a mettere la palla al centro sì. A coinvolgerli da subito e non come “ospiti”. Una specie di prima mossa, ovviamente da condividere in tutto e per tutto e quindi anche nel metodo, con il Pd. Questo sarebbe disposto a concedere Zingaretti all’universo Pentastellato in vista del voto calabrese. Quindi, senza fretta né ansia da prestazione, a caccia di un profilo che sappia accontentare i retaggi culturali di Cinquestelle e Pd e che sappia, soprattutto, pescare a piene mani nell’universo incolore del civismo, perché poi è qui dentro che si vince la partita. Non per forza un candidato cosiddetto civico. Ma che piaccia al civismo sì. Condizione essenziale questa, secondo la linea tracciata da Zingaretti in vista delle urne che verranno. E non a caso, all’interno delle coordinate generali, arriva poi un monito. Niente fughe in avanti e niente imposizioni verticistiche di partito, o di movimento. Lo schema con cui si gioca è un altro. E da Reggio a Catanzaro, passando per Cosenza, qualcuno ha iniziato a sentir fischiare le orecchie…
I.T.