Domus Aurea, il 16 il caso approda al Tar

Camera di consiglio per discutere il ricorso contro la revoca dell'accreditamento della struttura da parte del dipartimento Sanità della Regione. Baldo Esposito: qualcuno a Jole Santelli ha rappresentato un quadro falsato della realtà

Approda in camera di consiglio al Tar la vicenda Domus Aurea, la rsa di Chiaravalle Centrale che ha conosciuto diversi (e tragici) inediti e tutti assieme. Il primo vero ingresso Covid in una struttura sanitaria calabrese, i malati dentro in stato di abbandono con i medici che rifiutano il soccorso e chi di competenza che non invia tamponi né dispositivi Dpi e, dulcis in fundo, la revoca dell’accreditamento da parte del dipartimento Sanità in cui si fa cenno ad una drammatica ispezione dei Nas che però entrano di fatto solo 5 giorni dopo nella residenza per anziani di Chiaravalle. Più record di così si rischia troppo e va da sé che la proprietà ha fatto ricorso al Tar proprio contro la revoca dell’accreditamento. Udienza prevista per il 16 giugno con altri e importanti colpi di scena in programma senza contare che l’intera vicenda potrebbe conoscere risvolti penali se un fascicolo dovesse già essere in gestazione (e non solo per i morti che hanno pagato il prezzo più alto). Tra la mancata assistenza tecnica e i medici che si sono rifiutati di prestare soccorso quello che finisce inevitabilmente sotto i riflettori è proprio l’ispezione dei Nas di Catanzaro che come abbiamo documentato fanno ingresso in rsa il 6 di aprile, peraltro con un verbale finale che non è per niente “cattivo” nei confronti della struttura. Cinque giorni prima, il primo di aprile, la revoca di Belcastro che nella determinazione fa chiaramente cenno a notizie circostanziate (e tutte negative) che sarebbero arrivate proprio da attività ispettive dei Nas del capoluogo. Un mistero nel mistero e una “preveggenza”, quella del dipartimento Salute, che ha finito per segnare indelebilmente tutta la vicenda.

Sul caso è stato intervistato, da una tv locale del comprensorio, il consigliere regionale Baldo Esposito che per quanto “britannico” e composto sulla materia non ha mancato di gettare un paio di sassi in uno stagno che fermo non è mai rimasto. «Santelli ha definito lager questa rsa? Non lo so, non credo. E in ogni caso penso che qualcuno le ha rappresentato notizie distorte se è arrivata a queste conclusioni. Perché qui, di fatto, le cose non stanno così». «Le colpe vere di Domus Aurea? Quelle di aver dovuto incontrare per prima il Covid che entrava nelle strutture sanitarie. Guardate in Lombardia cosa è successo… ». E per essere un consigliere regionale di maggioranza, Baldo Esposito, mica male…

I.T.