«Avevamo bisogno di uno come Giovanni: serio, equilibrato e capace…»

Nel calderone delle telefonate e dei messaggi a Palamara “L'Espresso” rintraccia anche le “felicitazioni” del procuratore capo di Firenze, Creazzo, alla notizia che a guidare la procura dello Stretto arriva Bombardieri. «Grazie Luca per Reggio Calabria». La “partita” (non vinta) di Giancarlo Dominjanni

«Avevamo bisogno di uno come Giovanni: serio, equilibrato e capace». Il procuratore capo di Firenze, Giuseppe Creazzo, a stento trattiene (via messaggi WhatsApp) l’entusiasmo quando è a Luca Palamara che è chiamato a restituire emozioni subito dopo la nomina di Bombardieri a capo della procura di Reggio. Secondo quanto riferisce “L’Espresso” il “tifo” di Creazzo per Bombardieri a capo della procura dello Stretto sarebbe persino con coefficiente preliminare, «grazie Luca per Reggio Calabria». E così nel calderone delle migliaia di telefonate e messaggi sul cellulare di Palamara rientra a pieno titolo (se mai ne è uscito) anche l’equilibrio “corrente” della magistratura di Calabria, e non è detto né scritto da nessuna parte che questa di per sé sia una colpa.

Giuseppe Creazzo, per chi l’avesse dimenticato, è il capo della procura che ha indagato sui genitori di Matteo Renzi ma è soprattutto il nome forte che era in pole position per il dopo Pignatone a Roma (tra chi gli ha remato contro e chi a favore). Creazzo ha anche nel suo curriculum un passato importante proprio in Calabria, a Palmi come a Reggio. Con firme e tracce notevoli in diverse inchieste. Luca Palamara, dal canto suo, non sembra infastidito né contrariato dal “tifo” di Creazzo per Bombardieri e secondo quanto scrive “L’Espresso” è persino rallegrato che ad essere contenti si sia in due. «Sono contento Peppe – scrive in un messaggio proprio a Creazzo – spero che con Tommasina (il magistrato Cotroneo, ndr) e Giovanni (il pm Bombardieri, ndr) si possa dare un bel segnale al territorio. Un abbraccio». Ma Palamara non si mostra solo contento “post mortem”, cioè a Bombardieri nominato. Ma riesce ad andare oltre nel rallegrarsi. E il giorno stesso del voto che porta Bombardieri a capo della procura dello Stretto, sempre secondo “L’Espresso”, «si preoccupa già di organizzargli il suo “debutto in società”». «Il 20 aprile a San Luca farai la prima uscita come procuratore di Reggio Calabria. Con me, Cafiero e il capo della polizia» scrive proprio Palamara in un messaggio a Bombardieri. Ed è lo stesso Palamara che comunica con un messaggio a Bombardieri che è stato nominato capo a Reggio, ricevendo questa risposta «grande Palamara!».

E fin qui sono rallegramenti e contratulazioni e “tifo”, magari anche con organizzazione della prima uscita da procuratore capo appresso. Ma “L’Espresso” pubblica anche qualcosa di più imbarazzante e che riguarda Tommasina Cotroneo, diventata presidente della sezione penale del Tribunale di Reggio Calabria. Secondo il settimanale «la Cotroneo parla infatti malissimo di altri colleghi. Come la rivale Tassone, su cui Palamara chiede informazioni di familiari». Cotroneo, in una telefonata sempre a Palamara, riferirebbe su Tassone «che è persona pericolosa e senza nessuna sensibilità istituzionale con un padre pieno di reati fiscali ed una impossibilità di vedere un suo bene in esecuzione immobiliare a Vibo per le pressioni che evidentemente esercita». Palamara, secondo “L’Espresso”, si mostra interessato, «sui reati fiscali del padre mi dai qualche elemento in più? Cosa fa il padre?».

Nella ricostruzione che fa “L’Espresso” su questo segmento di toghe di Calabria nel calderone di Palamara è sempre Creazzo a fornire un altro spezzone. Lo fa il giorno dopo la nomina di Bombardieri a Reggio e un suo messaggio a Palamara fa il punto su correnti e prossimi “appuntamenti”. «Carissimo Luca – scrive Creazzo a Palamara – oggi ho incontrato Cosimo Ferri che mi ha espressamente chiesto chi preferisco per il terzo aggiunto (a Firenze, ndr) fra i due di MI (Magistratura indipendente). Se la scelta si riduce a questa ristrettissima rosa secondo me Dominijanni (Giancarlo, ndr) è meglio per profilo e attitudini e per la circostanza, che ritengo ancor più decisiva, che non appartiene già a questo ufficio al contrario dell’altro e dunque porterebbe un rinnovamento, cosa sempre positiva. Questo è il mio pensiero, per quel che vale, nell’ovvio rispetto di ogni decisione che verrete a prendere. Ciao».
Giancarlo Dominjanni è dunque il prescelto sia di Creazzo che di Ferri. Con motivazioni tecnicamente inoppugnabili. È sostituto procuratore a Pisa, Giancarlo Dominijanni. È vicepresidente della giunta dell’Anm, l’associazione nazionale magistrati. Ed è fratello di Gerardo Dominijanni, procuratore aggiunto della Dda di Reggio, il capo vicario proprio di Bomardieri.
È Gerardo Dominijanni che, secondo “L’Espresso”, scrive un messaggio a Palamara…«Ciao Luca, state trattando in Quinta Commissione aggiunto a Firenze dove MI porta mio fratello Giancarlo. Area (altra corrente di sinistra, ndr) porta Tesaroli o Pesce. Sinceramente che possibilità ha mio fratello?».
«Grande Gerry – risponde Palamara – secondo me buone. Dobbiamo però trovare giuste convergenze ci aggiorniamo in serata un abbraccio». Per la cronaca non la vince Giancarlo Dominijanni la partita dell’ulteriore aggiunto di Firenze. Ma Luca Tesaroli.

 

I.T.