Riace, Magistratura Democratica pubblica ordinanza sul web: “fatti contro le polemiche”

Pubblicare l’ordinanza  con la quale il giudice per le indagini preliminari di Locri ha applicato a Mimmo Lucano, sindaco di Riace, la misura degli arresti domiciliari.

Questa la decisione di Magistratura democratica, che ha reso disponibile il provvedimento giudiziario sul sito web della rivista ‘Questione giustizia’, perche’ “favorire il controllo e la critica pubblica dei provvedimenti giudiziari e’ un tratto saliente del nostro modo di concepire la questione giustizia: non un problema tecnico e formalistico da specialisti, ma un problema culturale e sociale da affrontare con metodi trasparenti e tali da consentire una discussione diffusa e informata”, scrive il presidente di Md Riccardo De Vito, osservando che “il primo passo in questa direzione lo si muove soltanto a condizione di sostituire la polemica mediatica con i nudi fatti, la strumentalizzazione politica sugli interventi giudiziari con i provvedimenti stessi”: nell’ambito “delle divisioni del dibattito pubblico, ieri uno dei piu’ importanti quotidiani pubblici titolava: ‘business dei migranti o disobbedienza civile’, crediamo sia nostro compito – aggiunge – prima di tutto, offrire la possibilita’ di una conoscenza diretta dei fatti”.
Secondo De Vito, dunque, “la lettura dell’ordinanza” e’ “il miglior antidoto alla grancassa della speculazione che si e’ messa subito in moto, con il ministro dell’interno a chiedere ‘cosa diranno adesso Saviano e tutti i buonisti che vorrebbero riempire l’Italia di immigrati’ e con il blog ufficiale di una delle due forze di Governo a decretare ‘finita l’era del business dell’immigrazione'”. Dall’esame del provvedimento, rileva il presidente di Magistratura Democratica, “emerge che il giudice per le indagini preliminari ha escluso la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza per le imputazioni di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsita’ ideologica commessa dal pubblico ufficiale, concussione, malversazione a danno dello Stato, associazione a delinquere” e dei numerosi capi di imputazione, “allo stato, rimane il riconoscimento di responsabilita’ in ordine all’affidamento diretto del servizio di raccolta differenziata della spazzatura nel borgo di Riace (articolo 353-bis del codice penale) e in ordine ad atti diretti a procurare, attraverso due matrimoni di riacesi e cittadini italiani con migranti, l’ingresso o la permanenza illegale nel territorio di stranieri senza titolo (articolo 12 del decreto legislativo 286/1998)”.