Chi vuole mettere le mani sul porto di Diamante?

Una componente della Diamante blu, società che fa parte dell'associazione temporanea di Imprese insieme alla Icad, ha comunicato di avere intenzione di cedere le  proprie quote se non verranno ricapitalizzate salterà l'opera.

C’è del torbido nelle acque che portano alla realizzazione del porto di Diamante. Solo così si spiega l’ennesimo colpo di scena.  Mentre  la Icad  avrebbe portato la polizza fideiussoria al Comune per poter avviare i lavori nell’area portuale, una componente della Diamante blu, società che fa parte dell’associazione temporanea di Imprese insieme alla Icad, ha comunicato di avere intenzione di cedere le  proprie quote. Si tratta di Luisa Fabiani che ha messo in vendita le sue quote senza prelazione ( “ove all’operazione si dovesse applicare la prelazione, di cui all’articolo 9 dello Statuto, – si legge nella comunicazione – non intende accettare un esercizio della prelazione limitato ad una parte della quota messa in vendita”).  Se tali quote non venissero presto  riacquistate si compromette la concessione che l’Ati ha con il Comune per i lavori.

La situazione è più complessa di quel che sembra perché anche il maggior azionista di Diamante blu, Santoro, pare – secondo una relazione del presidente della commissione speciale sul porto –  versi in cattive acque finanziarie e non dovrebbe essere lui l’acquirente.

E allora chi sarà? Un imprenditore? Un uomo legato al Comune, agli interessi politici locali? Uno legato a tutti e due gli aspetti? Un profilo non ostile al sindaco?

Una sola cosa è certa:  l’opera che deve essere conclusa come da accordi entro il 26 agosto ma attualmente è ancora  ferma.

Dietro la realizzazione del porto ci sarebbero diversi appetiti e volontà politiche e cittadine.

Il movimento popolare, già da tempo, allineato all’attuale maggioranza punta ad eliminare l’attuale società di gestione e alla restituzione dell’area portuale all’amministrazione comunale.

E se dovesse “saltare” la Diamante Blu  e di conseguenza l’Ati tale l’opportunità sarebbe più che un miraggio.

La situazione è ancora in divenire e potrebbe essere influenzata dall’attuale situazione politica locale  che vede una nuova maggioranza all’orizzonte a Palazzo di Città.