Sanità e candidature: Boschi in fiamme

Maria Elena Boschi

Non era per niente difficile immaginare che a cavallo della fine di questo mese, e probabilmente nei paraggi della prima festa natalizia dell’anno, la pressione nella regnanza si sarebbe alzata. Anche sensibilmente e non aiuta la clessidra che inesorabile scorre e che ricorda più o meno a tutti che Oliverio entro il 30 ha minacciato “catene” a palazzo Chigi se nel frattempo non viene rimosso il commissario Scura. Quando l’ha lanciata, la sfida, mancava quasi un mese e pareva lontana e piena di adesioni la “missione” romana. Col passare dei giorni e delle ore, invece, la questione si è prevedibilmente complicata e il rinvio del consiglio regionale sulla sanità che lo stesso governatore aveva in qualche modo lasciato intendere (con la complicità di Irto) peggiora le cose. Nel frattempo Oliverio ha convocato per domani tutti i sindaci alla Cittadella, con all’ordine del giorno naturalmente le suggestioni e le proposte a proposito di sanità. Cerca un’investitura, o una razionalizzazione della “vicenda”, ovviamente dopo aver umiliato ancora una volta il consiglio regionale. Ma nel frattempo incassa invece quella che solo all’apparenza può sembra- re una “sberla”. Dopo essere stati snobbati a palazzo Chigi un paio di settimane fa i sindaci della Locride ce li porta lui, Gentile, dal ministro Lorenzin. Così lamenteranno quello che manca dalle loro parti (pratica- mente tutto) e riceveranno le rassicurazioni che debbono ricevere. A ben vedere potrebbe essere questa una notizia non del tutto negativa per Oliverio e la regnanza. Certo non ne esce benissimo la delegazione che non ha fatto ricevere da esponenti di governo i sindaci della Locride, questo è chiaro. Ma hai visto mai che proprio questo movimentismo di Gentile in materia di sanità non levi le castagne e le “catene” dal fuoco a Oliverio. Del resto siamo alla vigilia della campagna elettorale ma prima ci sono le candidature e i collegi da incastrare. E nessuno può sbagliare. Nemmeno quelli del Pd che potrebbero trovarsi niente di meno che Boschi capolista al proporzionale (in- discrezione di “Repubblica”). E allora sì che sarebbero Boschi in fiamme…