Spunta il Viminale per Wanda Ferro

I media nazionali le attribuiscono la poltrona di viceministro. In gara (ma con meno chances) Mangialavori alle Infrastrutture

di Paolo Cappelleri

Lunedì Giorgia Meloni completerà la squadra di governo. Il tentativo di chiudere prima del fine
settimana non è andato in porto, serviranno un paio di giorni in più per comporre un quadro che accontenti tutti i partner della coalizione, dopo giorni di trattative serrate, non ancora del tutto concluse. Poi finalmente si riunirà il Consiglio dei ministri per le nomine di viceministri e sottosegretari (dovrebbero poi giurare venerdì 4 novembre), preceduto sabato da una riunione preparatoria, anche per i decreti necessari a modificare la denominazione di alcuni ministeri.
Nelle ultime 24 ore sono continuati fitti i contatti fra i
partiti di centrodestra, con gli emissari di FdI impegnati a sciogliere gli ultimi nodi. E in serata la premier ha ricevuto a Palazzo Chigi il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e i
ministri Francesco Lollobrigida e Luca Ciriani, i suoi fedelissimi.
Fra gli ingressi di FdI, si racconta in ambienti della
maggioranza, sono attesi anche Giulio Terzi di Sant’Agata come viceministro agli Esteri, Marcello Gemmato alla Salute, Wanda Ferro al Viminale, oltre a Edmondo Cirielli.
Forza Italia alla fine dovrebbe ottenere due viceministri e sei sottosegretari, incluso quello all’Editoria, Alberto Barachini.
Un viceministro dovrebbe essere Francesco Paolo Sisto alla Giustizia, dove un’altra poltrona è
prevista per Andrea Delmastro (FdI). Il secondo uno fra Valentino Valentini (al Mise) e Paolo Barelli (all’Interno, dove la Lega spinge per Nicola Molteni).
Fra gli azzurri si sgomita, si giocano ad esempio un posto Fulvio Martusciello e Matilde Siracusano. Va verso la definizione anche il Mef, con Maurizio Leo (FdI) viceministro e tre sottosegretari, Maurizio Casasco (FI), Alessandro Colucci (Noi moderati) e il leghista Massimo Bitonci, che prenderebbe il posto del collega di partito Federico Freni, per cui si profila
un ruolo da viceministro, probabilmente al Mise. Quella casella, però, è appunto contesa da FI. Fra i sottosegretari alla Difesa
dovrebbe trovare spazio l’azzurro Matteo Perego di Cremnago. Ai Rapporti con il Parlamento avranno un sottosegretario a testa FI
e Lega.
Alle Infrastrutture sembra fatta per Edoardo Rixi (Lega), che potrebbe essere affiancato da Giuseppe Mangialavori (FI). La
Lega, scottata da non aver avuto il ministo dell’Agricoltura,
vuole presidiare il dicastero con uno fra Marzio Liuni, Mario Lolini e Lorenzo Viviani, e fra i sottosegretari dovrebbe esserci Luca De Carlo (FdI). Per l’Istruzione si parla di Rossano Sasso (Lega) e Valentina Aprea (FI), mentre l’ex leghista Massimo Garavaglia può ambire alla presidenza della
commissione Industria del Senato.
Intanto i ministri iniziano a nominare i capi di gabinetto.
Salvini ha scelto Alfredo Storto, quello del ministro della Giustizia Carlo Nordio è Alberto Rizzo, al Turismo Daniela Santanchè ha nominato Erika Guerri e allo Sport Andrea Abodi
Massimiliano Atelli. (ANSA).