Voto nel caos, pioggia di ricorsi in arrivo…

Almeno 6mila le schede nulle e verbali assenti o non compilati. Per non dire del “flipper” Eligendo...

Sono almeno 6mila le schede nulle in Calabria a conclusione del voto di domenica e non è mica questo, o solo questo, l’aspetto più inquietante. In alcune sezioni mancano completamente i verbali, in altre sono stati compilati solo in parte e in altre ancora in parte e per giunta in modo sbagliato.
Non è difficile immaginare, in un “dipinto” del genere, che una “pioggia” di ricorsi è più che potenzialmente in arrivo a cominciare, manco a dirlo, da quello di Andrea Gentile che ha perso il seggio uninominale di Cosenza per poco più di 400 voti. Il quesito che filtra non è poi così complicato da decodificare. Delle 6mila e più schede nulle quante sono invece da intendersi con intenzioni di voto espresso e quante, al contrario, sono nulle per davvero perché indecifrabili? Non sono poche 6mila schede nulle così come non è da meno la non presenza assoluta di verbali in alcuni seggi o di verbali errati in altri ancora. Segno evidente che i presidenti di quelle sezioni hanno preferito non griffare una consultazione così complessa e contorta, spesso proprio ad interpretazione. Legge elettorale satanica, certo. Quasi fatta apposta per creare confusione. A questo si deve aggiungere la deficitaria qualità di gran parte dei presidenti di seggio, chiaramente all’oscuro della portata “vera” del Rosatellum che è complicato di suol figurarsi per chi non l’ha capito.
Ne nasce un dopo voto in Calabria che promette scintille, e ricorsi. Soprattutto laddove si è finiti dentro o fuori per poche decine o centinaia di voti.
Il tutto si inserisce nel gran caos (casino) che il “flipper” Eligendo (il software del ministero) ha generato con la redistribuzione su scala nazionale di seggi alla Camera che, proprio come una pallina impazzita, sbatte fuori e dentro deputati. Di Bossio e Bossi si sa quanto basta ma non sono i soli ad aver pagato, o beneficiato, del “flipper”.
Il gran caos coinvolge infatti quasi la metà delle 28 circoscrizioni elettorali della Camera. Tradotto, c’è in ballo il destino di circa 30 candidati alla Camera, vittime dell’errore di ripartizione dei seggi al proporzionale. Un po’ come in una lotteria, tutto verrà ridisegnato. Soltanto alla Camera, però, al Senato c’è un altro meccanismo di assegnazione (è su base regionale).
Non c’è però qualche partito che guadagna seggi e qualcun altro che ne perde. Il numero dei seggi distribuiti a livello nazionale resterà intatto. La questione riguarda il secondo passaggio della divisione, quello, appunto, che coinvolge il destino dei singoli deputati.
Per capire, entrano Bossi e Centinaio ma questo vuol dire che ci sono due leghisti appena nominati — uno in Emilia e l’altro in Sicilia — che dovranno dire addio alla poltrona di Montecitorio.
Ma come è potuto succedere questo? È stata sbagliata la ripartizione dei seggi. In termini tecnici funziona così: questa legge elettorale prevede che quando un partito dentro una coalizione prende più dell’1% delle preferenze e meno del 3% (la soglia di ingresso in Parlamento) i suoi voti debbano essere ripartiti dentro la sua coalizione.
Bene: questo secondo passaggio non è stato fatto. L’unico partito che si trovava in questa condizione era +Europa, ma la mancata ripartizione dei suoi voti non è rimasta circoscritta al centrosinistra. Ha innescato una reazione a catena in tutti i partiti.
Adesso però è da +Europa che si leva la protesta, non hanno raggiunto il 3% e chiedono il riconteggio. «Il balletto del Viminale conferma le nostre perplessità, i dati del Viminale sono ufficiosi e il conteggio ufficiale avviene presso le Corti d’Appello», dice Riccardo Magi, presidente del partito.
Ma i «pasticci» non sembrano ancora finiti. Ci sarà da risistemare pure la questione dei subentri ai leader. Anche qui, un esempio per capire. Silvio Berlusconi ha vinto cinque collegi e ha deciso di cederne quattro ai suoi. Con un dettaglio, questa volta non possono essere i leader a decidere. Ci deve pensare un algoritmo. Un altro ancora. Con la “pallina” che girerà e che potrebbe andare nuovamente in tilt…

I.T.