Allarme Nico Stumpo, rischio suicidio per il Pd in Calabria

Il braccio destro di Speranza potrebbe rappresentare la coalizione scontando però il disastro sanità

A volte ritornano. Anzi, sempre, addirittura spesso. Quando ci sono caselle scomode da imbucare ecco che il Nazareno, chissà perché, tira fuori la Calabria come “camera di compensazione” per gli accordi nazionali. È accaduto parecchie volte e più d’uno è convinto che possa accadere anche adesso nonostante le percentuali risibili del Pd nel 2018 e quelle drammatiche che si prospettano a fine settembre se mancano bandiera e cuore in gara.
In nome e per conto del centrosinistra con svolta e sguardi più a sinistra ecco che il Pd nazionale sarebbe interessato a cedere una poltrona comoda di Calabria a Nico Stumpo, che Pd non è ma, quel che più conta, è stato ed è braccio destro del ministro Speranza. Calabrese sì, Stumpo, ma da un pezzo ormai catapultato e proiettato solo su piattaforme nazionali, fuori dal consenso locale. Poco male se indossasse la bandiera del partito più forte, malissimo invece se si tiene conto che non c’è infermiere in Calabria, primario o medico di guardia, che non conservi un ricordo sconcertante dell’operato del ministro Speranza, di cui Stumpo è orgoglioso braccio destro. Della serie, la sanità disastrata e stuprata da Roma direttamente in campagna elettorale con Nico Stumpo. Una scelta che se si dovesse concretizzare configurerebbe una strategia ben precisa da parte del Nazareno, portare il partito in Calabria ad una cifra sola la notte del 25 settembre…

I.T.